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Lavoro, Vesuvius chiuderà i battenti ad Avezzano

Ranieri (M5S): «servono scelte coraggiose per evitare delocalizzazione»

Redazione PdN

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Avezzano zona industriale

AVEZZANO. Il tavolo del MiSE non ha prodotto i risultati che i lavoratori speravano: la Vesuvius, l'azienda che produce l'80% degli stampi per gli altiforni delle acciaierie italiane, chiuderà i battenti sia a Macchiareddu che ad Avezzano.

L’ennesima azienda che chiude per spostare la produzione dove conviene di più. Il risultato di questa corsa al profitto sono 90 famiglie lasciate senza lavoro con un gravissimo danno per loro e per tutto l’indotto.

Se una multinazionale inglese, con oltre 200 siti produttivi nel mondo, decide, a causa di una flessione della domanda, di chiudere alcuni ottimi stabilimenti, efficienti e produttivi, perché sostanzialmente poco convenienti dal punto di vista del margine di profitto vuol dire che siamo limoni da spremere e null’altro.

«La Regione deve giustamente pretendere l’integrale ripristino del sito di insediamento», sottolinea il consigliere regionale del M5S, Gianluca Ranieri, «perché non si deve permettere ad una multinazionale di sfruttare il territorio finché conviene, per poi lasciare ad altri i costi e i guasti dello sfruttamento industriale. Inoltre è necessario che chi Governa questa regione si accerti che venga fatta la necessaria bonifica. Meglio ancora se questo spauracchio potrà essere utilizzato come merce di scambio per ottenere che l’azienda desista dal suo intento di trasferirsi, perché, dopotutto, anche questi sono costi da affrontare e forse tenerli in considerazione potrebbe indurre la Vesuvius a rivedere certe scelte».

Secondo Ranieri i lavoratori e cittadini sarebbero stati presi in giro ed illusi in questi mesi: «i responsabili della Vesuvius hanno assicurato di voler trovare una soluzione attraverso l’incontro con sindacati e istituzioni, e sono stati perciò convinti a sospendere le mobilitazioni, poiché avrebbero potuto aggravare una situazione aziendale che in realtà grave non lo è mai stata».

Ranieri ricorda che il Movimento 5 Stelle ha presentato sia a livello regionale che nazionale proposte di legge per incentivi strutturali contro la delocalizzazione, per contrastare, almeno temporaneamente, la fuga delle imprese verso paesi con una più leggera struttura dei costi.