L'ANNUNCIO

Mense Pescara, il sindaco: «si parte la terza settimana di ottobre»

Il pasto da casa non sarà consentito fino a quando non ripartirà anche la refezione comunale

Redazione PdN

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Mense Pescara, il sindaco: «si parte la terza settimana di ottobre»

 

 

 

PESCARA. Dalla terza settimana di ottobre ripartirà il servizio mensa per le scuole di Pescara.

 Lo ha annunciato questa mattina in Consiglio comunale il sindaco Marco Alessandrini che, però, non ha chiarito che cosa l’amministrazione comunale abbia in serbo. Seconda notizia: il pasto da casa non sarà consentito per sopperire alla carenza della mensa pubblica ma sarà introdotto solo  quando il servizio di refezione scolastica sarà attivato.

 Il sindaco nel suo lungo intervento ha chiarito che tra venerdì e domenica scorsi ci sono state le prime interlocuzioni con la terza classificata, La Serenissima, che entro la metà di questa settimana dovrà dare una risposta certa.

Si farà carico del servizio mensa?

Qualunque sia la risposta, Alessandrini ha detto che il servizio mensa partirà comunque «grazie a  procedure di legge che tengono conto della complessività» della vicenda.

 Si apre dunque l’ipotesi di un affidamento diretto d’urgenza sebbene il servizio di refezione scolastica non sia inquadrabile come un servizio pubblico essenziale ma «a  domanda individuale».

Nonostante questo, come ha spiegato il sindaco, ci sono ampi argomenti giuridici per supportare la tesi che si tratti di un servizio con «un ampio riflesso sociale che attiene all’organizzazione della vita».

Per quanto riguarda il pasto da casa, invece, sempre Alessandrini ha escluso che verrà fatto partire come servizio sostitutivo della mensa comunale: «i due servizi dovranno partire insieme e bisognerà rispettare il regolamento fornito dalla Asl».

Come già raccontato nei giorni scorsi da PrimaDaNoi.it Alessandrini ha confermato la questione della bozza di regolamento sul pasto da casa reso pubblico per errore e fatto girare addirittura tra i genitori dell’Istituto comprensivo 9.

«Era solo una bozza», ha ribadito il primo cittadino, «assurdo che sia girata anche con modulo da riempire non essendo mai stata approvata. Era solo un mero atto di indirizzo. Sarà fornito un regolamento uguale per tutti».

 

«NON C’E’ LO SCHIOCCO DELLE DITA»  

 «Non c’è lo schiocco di dita per risolvere problemi complessi», ha detto Alessandrini nel suo intervento, ricordando che il Comune ha lavorato senza sosta: «non c’è stata nessuna inerzia, abbiamo subito fatto i compiti a casa» .  

Frecciate sono state inviate anche alla Cir Food con la quale il Comune ha rescisso il contratto («non per la caciotta ma per inadempienze»): «sono avvocato e non mi impressiono davanti  a richieste milionarie. So che sono le regole del gioco e i tribunali servono a questo. Ma devo stigmatizzare la condotta di Cirfood che ha chiesto circa 12 milioni. Una notizia che io ho appreso con disarmato stupore e che è emblematica della mancanza del senso di vergogna di chi ha avuto responsabilità e che avrebbe dovuto chiedere scusa e non denaro» .

Sul no della Camst, invece, nessun problema secondo il sindaco: «è stata una libera scelta di una impresa, nella logica del libero mercato ci sta. Non puoi puntargli la pistola alla tempia. Per fidanzarsi bisogna essere in due».

 Il sindaco ha anche annunciato che mercoledì partono le sanificazione degli ambienti sequestrati e poi dissequestrati con «tempi di notifica non proprio brevissimi».

Il Comune ha stanziato 75 mila euro dal capitolo ‘riserva del sindaco’.

 Dai banchi dell’opposizione il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Di Pillo ha chiesto al sindaco di mantenersi cauto sulle date: «evitiamo dei tempi precisi rispetto a quello che sarà la partenza del servizio perchè non c’è nessuna certezza. Cerchiamo di fare più che di parlare. Non avanziamo tempistiche se poi non possiamo garantirle».

 

Alessandra Lotti

 

ANTONELLI: «COMUNE SI DECIDA»

 

«Ora il sindaco Alessandrini deve decidersi», hanno chiesto i consiglieri comunali di centrodestra Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco. «Il sindaco metta mano alle casse comunali per una soluzione ponte in attesa di procedere con quella definitiva. Gli abbiamo chiesto di riunire entro domani anche i dirigenti scolastici e la Asl per pensare in modo realistico e concreto al pasto da casa, ovvero concedendo alle famiglie la possibilità di far portare ai propri figli un piatto già preparato a casa e da consumare all’ora di pranzo, ma senza pensare di costringere tutti i genitori a recarsi a scuola per somministrare la pietanza ai propri ragazzi, che significherebbe imporre ai genitori di non lavorare; oppure, in alternativa, si proceda con un affidamento diretto e temporaneo del servizio nelle more di una nuova gara d’appalto, due soluzioni da rendere operative già entro mercoledì se anche l’interlocuzione con la Serenissima dovesse avere esito negativo. Anzi  - hanno aggiunto i Capigruppo Antonelli e D’Incecco – proprio per venire incontro alle evidenti difficoltà della maggioranza consiliare, dichiarandoci pronti sin d’ora a partecipare in modo attivo alle riunioni di mercoledì e giovedì con impresa e dirigenti scolastici, abbiamo anche proposto l’approvazione mercoledì di una delibera di indirizzo di Consiglio comunale in cui tutta l’Assemblea dia unanime mandato al dirigente della Pubblica Istruzione e agli uffici di predisporre un affidamento diretto del servizio nelle more della nuova gara d’appalto, che comunque avrà dei tempi precisi, scanditi dalla normativa, affidamento diretto da adottare previa verifica della legittimità e liceità della procedura quale alternativa concreta al pasto da casa».