IL FATTO

Terrore in villa, rapina selvaggia a Lanciano: famiglia in ostaggio tra botte e sevizie

Tagliato lobo della moglie. Almeno quattro uomini incappucciati ricercati

Redazione PdN

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Terrore in villa, rapina selvaggia a Lanciano: famiglia in ostaggio tra botte e sevizie


LANCIANO. Svegliati con urla, spintoni, calci e pugni nel cuore della notte da sconosciuti incappucciati piombati nella camera da letto.

Al risveglio è cominciato l’incubo in un’atmosfera surreale non tanto perchè erano le 4 del mattino ma per la violenza inaudita.

Almeno quattro uomini incappucciati hanno dato luogo ad una rapina brutale ed efferata come mai prima nella zona, tenuto in ostaggio una famiglia di tre persone e seviziato la moglie recidendole il lobo.


«'Arancia Meccanica' forse fa ridere in confronto»,  ha commentato poi il fratello della vittima.


E’ successo domenica prima dell’alba in una villa alle porte di Lanciano, in località Carminiello.


Entrando da una specie di botola con grata, i rapinatori si sono calati in casa arrivando poi agevolmente al piano notte dove l’ex chirurgo in pensione, Carlo Martelli, 69 anni, e la moglie Niva Bazzan dormivano, senza accorgersi di nulla.

Di fianco in un’altra stanza c’era il figlio disabile che non è stato toccato ma ha assistito al drammatico sequestro durato almeno due ore.


I primi racconti dei testimoni hanno descritto l’efferatezza della vicenda: marito e moglie sono stati malmenati più volte con calci e pugni perchè le risposte non soddisfacevano i rapinatori che cercavano gioielli e pietre e anche una cassaforte in casa che però non c’era.

Sono stati legati, immobilizzati e imbavagliati mentre gli uomini hanno messo a soqquadro la casa alla ricerca di oggetti da depredare.

Man mano che cercavano e che non trovavano, la banda ha alzato il livello di brutalità ed uno di loro ha perso la pazienza e tagliato il lobo della donna con una roncola che ha trovato nella taverna.

Alla fine hanno racimulato pochi soldi, Bancomat e carte di credito.

A questo punto tre degli aggressori hanno preso l’auto della donna, una Nissan Yaris bianca, e si sono recati a una filiale Bnl per prelevare contanti.

Quando i tre sono ritornati hanno preso anche l’auto del medico e si sono dileguati insieme al quarto uomo che era rimasto a vigilare sulla famiglia in ostaggio.

Intorno alle 6, il capofamiglia e' riuscito a liberarsi dalle fascette con cui era stato legato e a dare l'allarme al fratello, che abita nella villa accanto.


Sul caso indagano la Squadra Mobile di Chieti e gli uomini del commissariato di Lanciano.

La moglie del chirurgo e' stata portata in ospedale dove si sta verificando la possibilita' di ricucire il lobo dell'orecchio.

Il marito ha riportato un trauma cranico facciale per i numerosi pugni ricevuti ed e' tenuto sotto osservazione.

Nella zona ci sono state altre rapine nelle villette a schiera poco distanti e persino a casa di un maresciallo e in un’altra casa per ben due volte.

I residenti sono impauriti e spaventati e negli ultimi mesi sono aumentate le telecamere di sorveglianza ma poco possono fare se gli uomini sono incappucciati.

E ora è caccia serrata ai malviventi.

Gli investigatori ipotizzano anche la presenza di un quinto bandito che forse fungeva da palo. Si tratterebbe di un gruppo criminale di professionisti che forse hanno colpito già nella zona. Si starebbero cercando indizi e testimonianze su avvistamenti di auto e persone non del luogo nei giorni precedenti visto che si ritiene che per mettere a segno il colpo sono stati necessari alcuni sopralluoghi.

La stessa botola da cui sono entrati potrebbe essere stata individuata e manomessa giorni prima.


LE REAZIONI 

«'Arancia meccanica', forse fa ridere in confronto a quello che hanno fatto», ha commentato il fratello del chirurgo, Alfredo Martelli, «C'era un ragazzo disabile e hanno frugato anche nella sua stanza. Fortunatamente non lo hanno toccato. Non mi sento tranquillo nonostante ho i cani e sono in forze. Non si sente tranquillo nessuno.

«E' stata una barbarie una barbarie che non ha precedenti nel nostro territorio», ha affermato il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, «una cosa indegna di un Paese civile e merita la risposta piu' celere possibile da parte delle forze dell'ordine e degli organi di giustizia».

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha detto: «faremo di tutto per arrestare i colpevoli e farli marcire in galera, non si può vivere con paura anche in casa propria».


Roberto Calderoli gli fa eco «Fatti di questa gravità, a prescindere della nazionalità dei malviventi, sono inaccettabili, e vanno puniti con il massimo o della pena, ma consentire la legittima difesa, senza se e senza ma, senza rischiare un processo e anni di problemi legali, sarebbe anche un deterrente nei confronti dei malviventi, che prima di entrare in una casa, dove rischiano di prendersi una fucilata, ci penserebbero a lungo. Intanto solidarietà per questa famiglia, per questa esperienza terribile che hanno dovuto vivere».