INADEMPIENZE

Traffico e rumori, residenti soffocati per colpa della tangenziale

«Da 7 anni non possiamo aprire le finestre. Completa inerzia del Comune di Montesilvano»

Redazione PdN

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Traffico e rumori, residenti soffocati per colpa della tangenziale

 

MONTESILVANO. Non è bastata una sentenza del TAR per ottenere provvedimenti di tutela dei cittadini esposti da anni a inquinamento acustico.

Una vicenda, quella della “tangenziale di Pescara” all’imbocco da Montesilvano, nei pressi del cimitero, che è tutta da raccontare: quando l’Anas nel 2010 aveva aperto l’uscita prescrisse, sul versante di Montesilvano, la parziale limitazione del transito ai soli veicoli di massa a pieno carico inferiore a 7,50 tonnellate.

Un rimedio risultato insufficiente a limitare l’inquinamento acustico dell’area tanto che l’ARTA, dopo i dovuti accertamenti, nel 2011 aveva invitato il Comune di Montesilvano, quale ente gestore del tratto viario, a procedere al risanamento acustico secondo quanto stabilito dalle norme in vigore.

I residenti aspettano da allora che qualcuno dal municipio adempia agli suoi obblighi di legge. Una attesa sinora inutile nonostante esposti, manifestazioni (il comitato “Vestina Pulita” denuncia da anni lo stato di inquinamento del tratto in questione) e ora anche azioni giudiziarie.

Infatti il TAR Abruzzo, su ricorso dei signori D’Agnese che vivono proprio nel tratto di strada comunale più esposto ai rumori, con la sentenza 188/2018 notificata il 6 giugno scorso, ha ordinato al Comune di Montesilvano di provvedere ad adempiere entro 60 giorni alle richieste di risanamento ambientale ma a tutt’oggi nulla è stato fatto.

 

«7 ANNI D’INERZIA»  

Nei casi come questo di superamento dei limiti di legge la norma impone sia un intervento di mitigazione acustica che la predisposizione di piani di risanamento acustico.

Si impone al sindaco, nell’immediato, di porre in essere le eventuali misure cautelari a carattere di urgenza per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica anche con l’inibizione parziale o totale delle attività che creano rumore - spiega l’avvocato Fabio De Massis, legale dei signori D’Agnese.

«Dopo circa 7 anni di inerzia il Comune di Montesilvano non ha attuato alcuna delle azioni stabilite dal DM 29.11.00 secondo il quale gli interventi di bonifica necessitano di una puntuale pianificazione mediante una preventiva rilevazione dei flussi di traffico, per tipologia di mezzi e durata di transito di giorno e notte, nonché una caratterizzazione acustica della sorgente rumoroso e l’individuazione degli edifici da risanare».

Mauro D’Agnese, uno dei cittadini che ha firmato il ricorso, aggiunge: «Ho perso ogni fiducia nell’Amministrazione: dopo anni di inutili promesse non è bastata neppure la sentenza del TAR. Da sette anni con i miei famigliari conduco una vita di inferno costretti come siamo a vivere in una casa senza poter aprire le finestre per lo smog e i rumori. Sono stato obbligato ad agire per vie legali perché il Comune facesse quello che la legge gli impone e cioè scegliere interventi mirati di bonifica dopo aver fatto le dovute misurazioni e un’adeguata pianificazione».