L'INCHIESTA

Donna morta in ospedale Lanciano dopo colonscopia: autopsia, «insufficienza multiorgano»  

Indagati due medici

Redazione PdN

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CHIETI. E' stata un'insufficienza multiorgano che ha fatto seguito alla peritonite verificatasi in fase di colonscopia a causare le morte di Elisabetta Gonnella, la donna di 48 anni deceduta quattro giorni fa nell'ospedale di Lanciano.

E' quanto emerso dall'autopsia, durata circa sei ore e conclusasi nel tardo pomeriggio di ieri, eseguita dal medico legale Cristian D'Ovidio il quale si è riservato 60 giorni, durante i quali eseguirà esami istologici dopo aver effettuato una serie di prelievi.

All'autopsia ha assistito il medico legale Luigi De Pascalis, consulente dei due medici dell'ospedale di Ortona che sono indagati per omicidio colposo e vengono assistiti dall'avvocato Francesco De Cesare di Chieti.

Alla donna, ricoverata in un primo momento nell'ospedale di Vasto, era stata diagnosticata una subocclusione intestinale e ne era stato disposto il trasferimento a Ortona per effettuare una colonscopia.

Ma a Ortona si sono verificate complicazioni per cui la donna è stata operata d'urgenza e poi ricoverata a Lanciano, nosocomio dotato di Rianimazione dove la donna era arrivata in condizioni critiche e dove è deceduta.

L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca.

Dopo il ricovero ad Ortona, e prima del suo decesso, era stata la direzione sanitaria della Asl a comunicare alla Procura, quella che viene definita segnalazione di evento avverso.