MEDIAZIONI

Mense Pescara, si tenta con terza ditta. Spiragli sul pasto da casa

«La bozza si può modificare». Il tempo pieno potrebbe iniziare se...

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

417

Mense Pescara, si tenta con terza ditta. Spiragli sul pasto da casa

 

 

PESCARA. Venerdì mattina la Camst ha formalizzato il suo no alla richiesta di interpello avanzata dal Comune perché prendesse in carico del servizio di ristorazione delle mense scolastiche cittadine, in qualità di seconda ditta classificata in sede di appalto.

Il diniego è dovuto agli alti costi per il personale che la ditta subentrante dovrebbe prendersi in toto oltre a rispettare contratto e capitolato che il Comune ha firmato con la ditta vincitrice dell’appalto, Cir Food e Bioristoro estromessi.   

E’ partita allora la richiesta di interpello alla terza ditta partecipante alla gara, la Serenissima Ristorazione, per avere una risposta in tempi rapidi sulla disponibilità o meno di subentro. La società dovrebbe dare risposta certe entro 5 giorni, una settimana al massimo.

Gli saranno, infatti, concessi tempi più ristretti rispetto a quelli offerti alla Camst perchè c’è fretta. Studiati i documenti la terza classificata dovrebbe capire se e come tirare fuori un guadagno dal subentro, cosa a questo punto pressochè remota.

 

Il Comune, da un lato, chiede pazienza e, dall’altro, ostenta tranquillità che a molti appare forzata e fuori luogo.

«Siamo perfettamente consapevoli», dicono il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore Giacomo Cuzzi, «che intorno a questa vicenda c’è una legittima aspettativa di risultati immediati, da parte delle famiglie e dei lavoratori del comparto, ma bisogna ricordare a tutti che per volumi economici parliamo del più grande appalto del Comune di Pescara, che le diffuse intossicazioni di giugno hanno oltretutto aperto uno fronte giudiziario, in cui il Comune si sente parte lesa al pari delle famiglie, ed è chiaro che bisogna agire con giudizio, tanto per assicurare la ripresa del servizio alle migliori condizioni, quanto per tutelare tutte le parti in causa».

Dal Comune non si vuole discutere sul perché non si sia raggiunto un accordo: «noi sappiamo che abbiamo lavorato duramente durante l’estate per trovare una soluzione seria, chiara e utile a riattivare un servizio di ristorazione che coinvolge 2.500 famiglie con migliaia di bambini e la cui ripresa condiziona abitudini e necessità di una fascia ampia e sensibile della popolazione».

 

 

IL PASTO DA CASA

Nel frattempo il Comune continua a dialogare con le scuole e con l’Ufficio Scolastico Regionale per fare con loro il punto della situazione e indicare scenari possibili.

Si aprono scenari diversi, in queste ore, anche sul pranzo da casa.

Come emerso nell’incontro di stamattina tra il comitato ‘Noi a mensa a Pescara’ e l’assessore Giacomo Cuzzi ci sarebbe la possibilità di modificare la bozza di regolamento sul pasto da casa mostrata nei giorni scorsi da alcune scuole ai genitori.

Una bozza che non avrebbe convinto le mamme e i papà per le troppe limitazioni imposte ma adesso si scopre che potrà essere modificata.

E’ chiaro che il tempo pieno e le lezioni pomeridiane ruotano tutte intorno alla possibilità di concedere alle famiglie di poter preparare pasti da portare con modalità non troppo restrittive ed onerose, ben sapendo che si stanno caricando le famiglie già di oneri non voluti e non previsti.

 

«Abbiamo scoperto», spiega a PrimaDaNoi.it Amedeo Petrilli, segretario del Comitato “Noi a mensa”, «che c’è stato un vero e proprio tilt comunicativo e che quella bozza distribuita ad alcuni genitori dell’istituto Comprensivo 9, in realtà, era stata preparato dall’Ufficio scolastico regionale come gesto di cortesia per i dirigenti scolastici che avrebbero poi potuto prendere quel testo e apporre le proprie modifiche. Quello era solo un punto di partenza  ma è diventato poi un testo definitivo. I dirigenti hanno capito che quelle fossero le volontà del Comune in realtà, lo ripetiamo, quella era una bozza non era la bibbia. Da quanto abbiamo compreso ci sono margini per migliorare quel documento e rendere l’opzione del pasto da casa più praticabile».

I genitori hanno infatti chiesto al Comune che sia possibile utilizzare almeno i termos (vietati dalla prima bozza) di metallo per mantenere caldi i cibi, ma anche di dare la possibilità ai genitori di portare il pasto nelle scuole intorno all’ora di pranzo e non all’ingresso da scuola (magari in maniera scaglionata per evitare assembramenti ed andare incontro anche a chi lavora)..

Intanto questa mattina sempre il Comitato ha consegnato all’assessore Cuzzi il regolamento vigente in Lombardia e Piemonte, due regioni nelle quali il pasto da casa è ormai una realtà consolidata (solo a Torino ne usufruisce 1 bambino su 3).

«Capiamo le perplessità dei genitori e che l’ignoto può far paura e per questo chiediamo alle dirigenti di essere più flessibili e confrontarsi con i rappresentanti di classe».

Il comitato ha avanzato anche la richiesta di un affidamento ad un catering esterno: «non sappiamo se questa sia una strada praticabile a livello di Asl», spiega Petrilli, «comunque speriamo che ci vengano incontro perchè questa soluzione potrebbe soddisfare le esigenze di quei genitori ai quali non piace l’ipotesi del pasto da casa»

 

 

LA RIUNIONE CON I DIRIGENTI

 Nel pomeriggio di venerdì si è svolta in Comune anche una riunione con i dirigenti scolastici dei 10 Istituti comprensivi cittadini. Oltre ai dirigenti erano presenti il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore all’Istruzione Giacomo Cuzzi, il dirigente e il responsabile del servizio Ristorazione Fabio Zuccarini ed Enrica Di Paolo, i consiglieri Piero Giampietro e Maria Ida D’Antonio, il capo di Gabinetto Fabrizio Paolini.

 

«Abbiamo fatto il punto della situazione, riferendo ai dirigenti lo stato dell’arte al momento attuale – così il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore Giacomo Cuzzi – Al contempo sono state riferite le istanze che ci sono state presentate dai genitori circa il tempo pieno e forme di organizzazione per la somministrazione di pasti ai bimbi, in attesa della ripartenza del servizio mensa.  Dai dirigenti abbiamo avuto la massima disponibilità a trovare soluzioni in grado di venire incontro alle famiglie, purché compatibili con la didattica, soprattutto con gli istituti che attuano il tempo pieno e l’orario prolungato di cui non è auspicata la sospensione nel caso in cui la ripartenza del servizio dovesse richiedere più tempo.

 L’obiettivo comune è quello di favorire la più rapida ripresa del servizio mensa, allineandolo alla partenza del tempo pieno, ipotizzando la metà del mese di ottobre come termine possibile. L’opportunità aggiuntiva del pasto da casa sarà allineata all’avvio del servizio mensa, per esigenze tecnico-organizzative».

 I Consigli di Istituto provvederanno in tempo utile all’approvazione del regolamento relativo al pasto da casa, a cui le scuole stanno già lavorando e che sarà uguale per tutti gli Istituti e rispettoso delle prescrizioni che saranno impartite dalla Asl.


Alessandra Lotti