L'INCHIESTA

Rigopiano, Lacchetta indagato ma carte e testimoni lo scagionano

Omissione atti su piano emergenza ma il sindaco è tranquillo

Redazione PdN

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Inchiesta hotel Rigopiano, il sindaco Lacchetta interrogato e periti al lavoro

Ilario Lacchetta

PESCARA. Nuovo avviso di garanzia per il sindaco di Rigopiano, Ilario Lacchetta.

La Procura di Pescara ipotizza i reati di falso e omissione di atti d'ufficio.

Il fascicolo è stato aperto in seguito ad una denuncia presentata nell'ottobre scorso dai consiglieri comunali di opposizione, Vincenzo De Berardinis, Maria Cirone e Marco Camplese, in relazione all'approvazione del nuovo Piano di emergenza comunale, avvenuta in seguito al disastro dell'Hotel Rigopiano.

Lacchetta è finito sotto la lente dei magistrati con l'accusa di avere omesso di rispondere tempestivamente all'istanza di accesso agli atti, avanzata dai consiglieri di minoranza e di avere successivamente fornito loro un falso documento denominato «rapporto preliminare Vas (valutazione ambientale strategica), comunque differente da quello originale depositato in Comune», oggetto di specifica delibera.

Secondo una primissima ipotesi accusatoria si sarebbe tentato di “nascondere” ai consiglieri di minoranza la vera relazione preliminare della VAS «probabilmente per rendere più agevole l’approvazione del nuovo piano di emergenza comunale come atto difensivo in favore del sindaco Ilario Lacchetta».

 

I DUE DOCUMENTI DIVERSI

In cosa differivano i tuoi documenti?  Quello arrivato nelle mani dei consiglieri comunali, firmato dal geometra Enrico Colangeli, aveva alla pagina numero 1 una correzione a penna sopra il nome ‘Ilario’ (Lacchetta) diventato ‘Giovanni’ (Lacchetta) che è il Presidente del Consiglio comunale.

Un'altra difformità anche alla pagina 30: mancava totalmente lo sviluppo dei paragrafi dal titolo “salute umana”, “paesaggio”, “suolo e sottosuolo”, “acqua”, “qualità dell'aria”, “rumore e fattori climatici”, “energia”.

 Già nel corso delle indagini, però, la vicenda si sarebbe parzialmente sgonfiata: gli inquirenti hanno ascoltato l'architetto Rosanna Giamberardino, redattrice del documento.  A lei sono stati mostrati i due documenti e le è stato chiesto quale dei due fosse stato effettivamente depositato in Comune. L'architetto ha spiegato che entrambi gli atti che erano stati consegnati in Comune ma in tempi diversi.

 

 

 

Ha riconosciuto come documento definitivo quello con il timbro del comune di Farindola e la data del 4 aprile 2016 con la firma del responsabile del servizio tecnico Enrico Colangeli.

 Una testimonianza fondamentale perché la procura è arrivata alla conclusione che il documento consegnato ai consiglieri comunali non fosse alterato ma una prima copia non definitiva consegnata in data antecedente al documento definitivo, che poi è stato inviato agli enti preposti alla procedura della Vas.

 

Dunque, secondo gli inquirenti, sarebbe verosimile che Colangeli o chi per lui abbia consegnato ai consiglieri il documento preliminare della Vas confondendo i due documenti.

 Secondo quello che ha raccontato il consulente Valmarin, inoltre, non ci sono collegamenti tra la consegna del documento dato ai consiglieri e l'approvazione dell'aggiornamento del piano di emergenza comunale di Farindola.

 

 

IL CAMBIO DI IDEA

Spulciando tra le carte gli investigatori hanno trovato interessanti spunti d’indagine per questo si sono soffermati anche sul «repentino»  cambio di opinione del consulente Valmarin che a settembre del 2017 disse al sindaco Lacchetta che non era necessario valutare la VAS per la redazione del Piano ma qualche giorno dopo, a seguito della richiesta di accesso agli atti dei consiglieri di minoranza, cambiò idea.

 

LACCHETTA TRANQUILLO

«Il sindaco Lacchetta non ha neanche il minimo dubbio sulla correttezza del proprio operato, ha piena fiducia nella magistratura ed è serenissimo, al punto che si è offerto lui, fin dal 17 luglio scorso, di andare a chiarire dal sostituto procuratore Papalia, prima che chiunque lo contattasse», ha spiegato intanto  Cristiana Valentini che, insieme al legale Goffredo Tatozzi, assiste il sindaco Ilario Lacchetta.