LO SCANDALO

Mense Pescara, è caos assoluto. Oggi Comitato incontra assessore Cuzzi

Alcune scuole introducono pasto da casa ma solo con l'80% delle adesioni via libera al tempo pieno

Redazione PdN

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Mense Pescara, tante denunce e proteste ma il Comune diceva: «bisogna salvaguardare il contratto»

A mensa

 

PESCARA. E’ ancora caos assoluto per 2.500 famiglie pescaresi che a dieci giorni dall’avvio ufficiale della mensa (il 1° ottobre) non sanno che cosa accadrà, se e quando ripartirà il servizio, se i figli potranno usufruire del tempo pieno.

Alcune scuole hanno autorizzato il pasto da casa per non bloccare le attività del pomeriggio. E’ stato così stilato anche un regolamento, in accordo con Comune ed Asl, ma non mancano perplessità da parte dei genitori.

 

Ad esempio l’Istituto comprensivo 9 ha autorizzato il pasto da casa, anche per i bambini della scuola dell’infanzia, fino a quando il Comune non risolverà i problemi della mensa.

Le regole sono poche e chiare: il pasto dovrà entrare a scuola la mattina, con il bambino (vietato portarlo verso ora di pranzo). Vietato cucinare prodotti deperibili, no a termos (si potrebbero rompere) ma via libera a borsette termiche. I genitori dovranno fornire anche le stoviglie in plastica, il corpo docente vigilerà sui bimbi al momento del pasto ma la scuola «declina ogni responsabilità in ordine alla conservazione e alla qualità dei cibi forniti dalle famiglie».  

Gli alimenti non saranno tenuti in frigo, non saranno riscaldati al momento di servirli a tavola e questo non piace ad alcuni genitori. C’è anche chi ha chiesto di potersi organizzare per classi e consentire ad un catering esterno di portare il pasto ai bambini. Ma la risposta è stata negativa.

Così due giorni fa, a sorpresa, i genitori del Comprensivo 9 si sono ritrovati a dover firmare un modulo di adesione  al pasto domestico e non sono mancate proteste anche perchè nel modulo non era chiarito esplicitamente che non si stesse rinunciando, per sempre, al servizio mensa comunale.

Solo se l’adesione dovesse raggiungere l’80% la dirigente autorizzerà il tempo pieno.

Un vero caos per famiglie, bambini che perderanno ore di lezione, docenti che dovranno pranzare al sacco e scuole che non sanno cosa fare e che in caso di sospensione del tempo pieno -fino all’attivazione della mensa comunale- si troveranno con personale in esubero. E nessuno a questo punto sa dire per quanto andrà avanti così.

«Si potrebbe risolvere tutto domani o tra qualche mese», viene detto dalle scuole ai genitori.

Ma è chiaro che a meno di un colpo di scena improvviso la situazione è destinata a restare così per mesi.   

Il disagio dopo la “beffa” dell’intossicazione è a livelli inaccettabili per quello che è successo e per le conseguenze che ora dovranno scontare 2500 famiglie per inefficienze che non dipendono da loro.

Se si pensa che un servizio mensa degno di questo nome potrebbe partire anche dopo gennaio si capisce il livello di rinunce che si chiede a famiglie e alunni molti dei quali saranno costretti a rinunciare alle attività scolastiche del pomeriggio.  

La trattativa con la seconda classificata, la Camst, sembra definitivamente arenata mancando assolutamente i margini per una trattativa: i costi per il personale sono troppo alti e non ci sono margini di guadagno.

Se anche la terza classificata, la Serenissima, dovesse declinare l'invito, sarà necessario approntare un nuovo bando europeo.

Il servizio a questo punto potrebbe arrivare anche dopo la primavera, con maggiore certezza l’anno scolastico successivo.

Il Comitato Noi a Mensa ha raccolto nelle ultime ore decine e decine di proteste e ha deciso di passare al contrattacco.

Questa mattina è in programma un incontro con l'assessore Giacomo Cuzzi proprio per riportare tutto il disagio dei genitori.

«Al termine della riunione, partirà la controffensiva del comitato», annunciano i portavoce che nell’ultima caldissima settimana hanno evitato commenti e annunci.

Ma a questo punto la linea sembra tracciata: l’intenzione è quella di rompere il silenzio. «Il presidente del comitato Claudio Cretarola unitamente al segretario ed ai consiglieri tutti, dara' seguito a varie iniziative legali volte a tutelare il tempo pieno ed il diritto al pasto domestico contro i politici, le dirigenti scolastiche e l'Usp».