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Cittadinanza onoraria a Gianni Letta. Non mancano proteste e lui dà buca

L’ex sottosegretario alla presidenza ha declinato l’invito per un impegno

Redazione PdN

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Cittadinanza onoraria a Gianni Letta. Non mancano proteste e lui dà buca

Letta e Biondi

 

L’AQUILA. Rischia di saltare il consiglio comunale straordinario in programma per venerdì prossimo per il conferimento della cittadinanza onoraria della Città dell’Aquila a Gianni Letta.

 Il conferimento, come spiegato nei giorni scorsi dal sindaco Biondi, vorrebbe essere un segnale di gratitudine «nei confronti dell’uomo e del politico e, al contempo, il riconoscimento degli indiscussi meriti istituzionali e di governo».

 

Come ricostruisce News Town, però, Letta si sarebbe defilato per «impegni istituzionali improrogalibi». In realtà, avrebbe 'pesato' - e molto - il voto della Commissione 'Affari istituzionali e Regolamenti' che ha accolto la proposta del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente del Consiglio comunale Roberto Tinari ma non all'unanimità. Stante il rischio concreto che non si arrivi ad un voto unanime neanche in Consiglio comunale, Letta avrebbe preferito declinare l'invito, per non sottoporsi, evidentemente, all'imbarazzo istituzionale di un conferimento non condiviso.

Intanto Coalizione Sociale esprime la propria contrarietà «nel metodo ma soprattutto nel merito. Pensiamo che un tale riconoscimento dovrebbe testimoniare l'appartenenza ideale e unanime alla comunità cittadina. Proprio per questo la cittadinanza onoraria dovrebbe essere un provvedimento frutto di un processo di condivisione con tutte le forze che in consiglio rappresentano la città. Questo non è affatto accaduto, e tale conferimento dato da una sola parte politica equivarrebbe ad una cittadinanza dimezzata».

Coalizione Sociale parla di una scelta divisiva quindi, «che dimentica o peggio ignora quanto sia ancora più diversificato e controverso il giudizio sulla gestione dell'emergenza post-sisma, epoca in cui Letta ricopriva ruoli di alta responsabilità istituzionale, determinando e avallando scelte dei vertici della Protezione civile e del Governo contestate allora come oggi, spesso al centro di scandali e inchieste».

Il partito ricorda l’operazione Protezione Civile SpA per limitare i controlli sull'organizzazione dei grandi eventi, degli appalti milionari senza gara, della gestione mediatica persino dei funerali solenni, «quando ci si preoccupò addirittura di piazzare Berlusconi irritualmente in prima fila tra i parenti delle vittime».