SALVATO E CRITICATO

Asm L'Aquila, «danni per 800 mila euro». Tancredi salvato ma critiche durissima dai giudici

Era stato chiamato a risarcire il Comune per quasi 1 milione di euro

Redazione PdN

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Corte dei Conti. Collaborazioni illegittimi, condanna bis per Pierluigi Tancredi

Pierluigi Tancredi

L’AQUILA. Nessun danno erariale ai danni dell’Asm, la società in house del Comune di L’Aquila che si occupa della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Lo hanno deciso i giudici della Corte dei Conti. La sentenza è stata pubblicata nelle scorse settimane.

La Procura contabile ipotizzava danni per 800 mila euro addebitabili all’ex presidente Pierluigi Tancredi. Alla fine lui se l’è cavata anche se i giudici hanno riconosciuto la «mancanza di una corretta procedura gestionale» e la presenza di «diverse ombre sulla conduzione dell’operazione».

 

Non sono stati però rilevati «elementi sufficienti, nella fattispecie concreta, per poter liquidare un danno da porre a carico del Tancredi».

Anche sul piano penale Tancredi era stato assolto. Una sentenza del 2011, passata in giudicato, con la formula “perché il fatto non sussiste”.

L’inchiesta partì dopo l'acquisto, «frettoloso e non ponderato» (questa l’accusa della procura contabile), di un capannone nella zona industriale di Bazzano per la piattaforma ecologica.

 L’acquisto, a seguito dell’unica offerta della società DAVA S.r.l.,era stato perfezionato nel 2006.

Era stato firmato pure un contratto di leasing finanziario immobiliare tra Tancredi, in rappresentanza della società Asm, e una società finanziaria, con una spesa complessiva per la società comunale di 6.657.057 euro oltre il prezzo del diritto di opzione all’acquisto (altri 238.906,50 euro).

 

I FATTI PENALI

 Come detto Tancredi era stato già assolto 7 anni fa in sede penale. Una assoluzione arrivata per l’ «apparente idoneità»  dell’immobile rispetto agli scopi per cui era destinato, la mancanza di sproporzione del prezzo, l’onerosità della soluzione alternativa basata sulla eventuale costruzione ex novo.

L’impianto è stato poi realizzato ed è entrato in funzione (il collaudo è arrivato a maggio scorso), impegnando anche i previsti finanziamenti pubblici.

 La vicenda, quindi, alla fine si è chiusa positivamente: «sebbene con una notevole dilatazione dei tempi e dei costi inizialmente stimati», annotano i giudici contabili, «e malgrado una residua apprezzabile incoerenza tra i rifiuti trattabili nell’impianto e quelli ipotizzati resta il fatto che la soluzione adottata a Bazzano può considerarsi complessivamente soddisfacente, ma non ottimale».

 

LA POSIZIONE DI TANCREDI

Secondo  la Procura solo Tancredi doveva essere chiamato a versare il dovuto in quanto gli altri si sarebbero fidati di lui che era in sostanza quello chiamato a decidere.

 Nonostante l’assoluzione i giudici della Corte dei Conti non risparmiano critiche, anche molto dure, all’allora presidente dell’Asl

 «Dallo studio del fascicolo processuale emerge, infatti, una apprezzabile confusione, improvvisazione ed approssimazione dell’operato di questi, il quale ha dato corso alle varie fasi della vicenda senza fissare requisiti od obiettivi ben definiti, chiari, esplicitati e condivisi con il consiglio d’amministrazione né con il gruppo di lavoro».

 

«La “mente” dell’operazione doveva ovviamente collazionare tutte le informazioni disponibili, metterle in circolarità tra i vari attori (tecnici, amministrativi, organi decisori, ecc.) per valutare, a ragione veduta, la fattibilità dell’operazione stessa, sotto tutti i profili. Al contrario, si è assistito ad una serie di equivoci ed errori a cascata, sui tempi, sui modi, sugli scopi, sui costi, sui requisiti normativi e tecnici, tanto da ingenerare il legittimo sospetto di una procedura maliziosamente preordinata al vantaggio della società alienante (con conseguente rinvio a giudizio in sede penale) e da creare, ancora oggi, persistenti fraintendimenti sulla natura dei rifiuti trattabili nell’impianto e sul complessivo impegno economico sopportato dalle finanze pubbliche» .

 Da qui la valutazione negativa: «è gravemente colposa la condotta del Presidente dell’azienda interessata il quale, pur accentrando su di sé la conduzione dell’acquisto, non si sia curato di pianificare e valutare adeguatamente l’acquisto stesso, avvalendosi in maniera ottimale delle competenze disponibili in azienda» .

 

MA….

«Non può tuttavia ignorarsi», segnalano i giudici contabili, «che una parte consistente del danno, conseguente alla (in)utilizzabilità della struttura e alla relativa antieconomicità deve ritenersi ormai venuta meno in corso di causa, con conseguente cessazione della materia del contendere. La nuova sede è stata infine realizzata, unitamente al parcheggio dei mezzi, al deposito, agli impianti di trattamento dei rifiuti, essendosi ottenute le autorizzazioni e certificazioni richieste e i finanziamenti previsti; l’impianto, malgrado le incertezze e le problematiche focalizzate in atti, ha comunque iniziato a funzionare».

E Tancredi si è salvato.

 

 

Alessandra Lotti