PIATTO VUOTO

Mense Pescara: niente accordo con la Camst: si tenta con la terza

Comune di nuovo in alto mare, speranze di riattivare il servizio ridotte al lumicino

Redazione PdN

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Mense Pescara: niente accordo con la Camst: si tenta con la terza


PESCARA. Niente da fare, la seconda classificata risponde… picche.

Oggi si sono tenuti due distinti incontri sulla riattivazione del servizio delle mense scolastiche.

Agli incontri oltre i rappresentanti del Comune, c’erano le due cooperative Camst e il consorzio Csa, raggruppamento classificato al secondo posto nell’appalto del servizio mensa ed i sindacati (Filcams Cgil e Uiltucs), che rappresentano buona parte dei lavoratori prima assunti dalla Cir Food e Bioristoro, Ati a cui il Comune ha revocato il servizio dopo le intossicazioni di giugno su centinaia di bambini.

La Camst, come anticipato ieri da PrimaDaNoi.it, ha riconfermato oggi che  l’accettazione di subentrare alla Cir Food sarebbe stata subordinata a due condizioni: la conclusione di un accordo sindacale con le maestranze e la riduzione a 390 ore di lavoro giornaliere sulle 431 precedenti, con una aliquota di redistribuzione delle ore fra il personale con più di 10 ore settimanali, al fine di poter gestire al meglio il subentro e per poter riavviare subito il servizio, che vede la produzione di circa 5.000 pasti al giorno e coinvolge di fatto circa 2.500 famiglie.


«Proprio queste condizioni e la necessità di far riprendere la ristorazione nel più breve tempo possibile hanno indotto questa Amministrazione a svolgere un ruolo di mediazione tra la cooperativa e i sindacati», ha spiegato il sindaco Alessandrini, «nonostante lo sforzo profuso in più tavoli, congiunti e separati, purtroppo l’accordo non è stato raggiunto, perché le rappresentanze dei lavoratori non hanno ritenuto accettabile la proposta della cooperativa. A fronte di tale circostanza, e una volta ricevuto il rifiuto formale da parte della Camst, lo scenario che ci troveremo di fronte sarà quello di proporre l’interpello alla terza e ultima classificata della gara svoltasi nel 2015. Si tratta di un passaggio che richiederà ulteriore tempo e che contiene incognite, perché in caso di rifiuto l’unica strada che resta è quella di un nuovo appalto».

Accantonata la seconda classificata che ha rifiutato per ragioni oggettive legate ai costi insostenibili, ora si passa alla terza classificata.

Il sindaco si dice possibilista e speranzoso.

Ma più realisticamente se le condizioni sono risultate insostenibili per la seconda classificata che aveva proposto un ribasso d’asta di 5% (mentre la prima del 15%), è davvero improbabile che la terza classificata riesca ad accollarsi condizioni di gran lunga più onerose che -da quanto affermato da Camst- non lasciano margini di guadagno.


Il tempo stringe e le possibilità di soluzioni sono ormai ridotte al lumicino.

Il rischio di non avere alcun servizio per mesi si fa sempre più concreto.