IL FATTO

A Cocullo è vietato dare da mangiare ai gatti

Ordinanza del sindaco contestata dagli animalisti

Redazione PdN

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A Cocullo è vietato dare da mangiare ai gatti

COCULLO. Il Sindaco di Cocullo, Sandro Chiocchio, ha firmato una ordinanza recente che vieta di dare da mangiare ai gatti randagi .

Secondo quanto riporta la stessa ordinanza il progressivo incremento del numero di gatti randagi presenti sul territorio comunale ed in particolare del centro storico starebbe creando una situazione igienico sanitaria molto preoccupante perchè, in mancanza di aree verdi o non urbanizzate, nelle vicinanze gli animali espletano i loro bisogni per strada.

Molti i cittadini che hanno lamentano cattivi odori e protestato per eventuali rischi sanitari anche perchè le colonie feline sarebbero aumentate negli ultimi mesi.


Eppure «nonostante l’intensificazione del servizio di pulizia delle aree da  parte del Comune, non si è pervenuti a miglioramenti significativi della situazione».


I residenti sono anche obbligati a rimuovere i contenitori ed i residui di cibo. Ogni trasgressione potrebbe costare da 25 a 250 euro.


Contrario al provvedimento Walter Caporale, gia' Capogruppo regionale dei Verdi, per due Legislature, attualmente Presidente di Animalisti Italiani onlus.

«L’ordinanza è in pieno in contrasto con la normativa nazionale e regionale sulla prevenzione del randagismo e sulla tutela degli animali di affezione. Siamo fermamente convinti che il divieto di sfamarli rientra nella categoria del maltrattamento e quindi perseguibile penalmente».

Spiega Caporale: «le colonie feline sono tutelate dalla Legge n.281 del 14 agosto 1991 che all'articolo 2 vieta a chiunque di maltrattare i gatti che vivono in liberta'. Il randagismo si previene attraverso la sterilizzazione. La responsabilita' e' dell'autorita' sanitaria competente per il territorio che ha l'obbligo di riammettere gli animali nel loro gruppo una volta concluso il piano di controllo della popolazione felina. Ricordiamo che gli animali non possono essere spostati se non per gravissimi motivi, altrimenti si incorrerebbe nel reato di maltrattamento di animali».

«Imporre il digiuno e' illegittimo se non crudele, e' quanto viene stabilito dalle sentenze Tar Ancona, sent. n. 753/2012 e Tar Puglia, sez. Lecce, sent. n. 525/12. I comuni non possono vietare la somministrazione di alimenti a cani e gatti randagi con contenitori sulle aree pubbliche. Il provvedimento del Sindaco di Cocullo e' privo delle condizioni richieste dalla legge per essere riconosciuto giuridicamente valido per difetto di istruttoria e di motivazione (Tar Venezia, sent. n. 6045/2010), poiche' il Sindaco non avrebbe fornito alcuna prova o studi sui 'seri problemi di carattere igienico-sanitario', e tantomeno non risulterebbe che abbia richiesto un parere all'ASL, organismo deputato alla sorveglianza sul fenomeno del randagismo».

Per queste ragioni è stato chiesto il ritiro dell’ordinanza.