PORTO DELLE NEBBIE

Nuovo porto Pescara, escamotage, difformità e stranezze del mega progetto da oltre 100mln di euro

Esposti e ricorsi alla Commissione europea in vista

Redazione PdN

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Nuovo porto Pescara, escamotage, difformità e stranezze del mega progetto da oltre 100mln di euro

PESCARA. Un mega progetto che deve riparare agli orrori (progettuali) del passato e che costerà almeno 100mln di euro (che non ci sono ancora) ma che nelle carte è formalmente uno spezzatino.

Tante opere messe insieme, apparentemente eterogenee che vengono presentate come una cosa diversa dalla costruzione di un porto: è questa  l’ennesima “genialata” di qualche scaltro burocrate che si muove nell’ombra per evitare che l’opera sia sottoposto al vaglio della Via nazionale.

Meglio quella regionale, è il messaggio che si legge tra le righe da anni ormai…

E poi nelle carte si parla di tante cose, forse troppe, collaterali, con qualche affermazione già smentita sulle ragioni “necessarie” dell’opera mentre  si parla, per esempio, di molo e spunta pure una darsena provvisoria per i pescherecci, il tutto in variante al piano regolatore.

Un esposto alla procura di Pescara è già stato depositato molti mesi fa e un altro ricorso alla Commissione europea sarebbe in preparazione da parte della solita Soa (Stazione ornitologica abruzzese). Nell’esposto si contesta l’ennesima infrazione procedurale.

Per ora tutto tace e politica e burocrati respingono ogni richiesta di chiarimento.

Ma sembra tutto chiaro da una lettera pubblicata sul sito della Regione Abruzzo, tra le carte della Via, a firma di Augusto De Sanctis,  dove si contesta, tra le altre cose, nuovamente, il taglio della diga foranea, spacciata per una grande opera catartica e risolutrice che avrebbe sicuramente migliorato la qualità delle acque costiere nella zona tra il fiume e piazza salotto.

 

LA GRANDE BUGIA

E come è andata quest’anno?

Niente, anche peggio degli altri anni, eppure il buco è lì dal mese di marzo ma il mare è stato anche più volte dichiarato non balneabile perchè le analisi hanno rilevato superamenti di legge.

 Dal 2011 il mare del 2018 è stato il peggiore dopo quello del 2016… Che dire? I dati sono quelli ufficiali e pubblici dell’Arta che certificano qualche bugia di troppo ma buona per raccogliere consensi anche su un progetto aspramente criticato da una parte.

 

 

«ELUSIONE DELLA VIA NAZIONALE»

 Nella lettera a firma di Augusto De Sanctis, la prima strigliata riguarda il tentativo di «eludere una procedura di V.I.A. obbligatoria pensando di realizzare per pezzi il nuovo porto previsto dal Piano Regolatore Portuale vigente dal 2016 attraverso una semplice Verifica di Assoggettabilità di carattere regionale, nonostante la competenza sia chiaramente nazionale del Ministero dell'Ambiente e la procedura sia una V.I.A. diretta e non certo una V.A.».

Il tutto è stato reso possibile spacchettando i vari lavori ed etichettandoli come «un'iniziativa volta al miglioramento del mare».

«La stessa operazione si sta evidentemente provando addirittura per la realizzazione di uno dei due nuovi moli (anche se in realtà vi è uno scostamento tra titolo e contenuti dello Studio preliminare in cui si parla estensivamente della realizzazione di entrambi i moli e anche di una darsena pescherecci di emergenza!)».

Ma è lo stesso redattore dello Studio - ricorda De Sanctis- che precisa che la competenza è nazionale con V.I.A. diretta.

Del resto basterebbe fare un salto sul sito ufficiale della Via nazionale per notare che mentre si scrive si valutano almeno due nuovi porti da costruire…

 

 

DIFFORMITA’ DEGLI ELABORATI CON IL PIANO REGOLATORE

 Tra le critiche aspre mosse all’operazione dalla Soa ci sono almeno due esempi di difformità rispetto al piano regolatore portuale approvato da pochissimo.

«La prima è la ridicola ed esilarante questione del restringimento del Porto Canale a 55 o 44 metri invece di 60 metri come previsto al Piano Regolatore, in presenza di un marchiano errore rispetto alla presenza dell'interferenza con il Ponte del mare, realizzato nel 2008-2009. Poichè il Piano Regolatore Portuale è stato approvato nel novembre 2016, con le ultime relazioni depositate nel 2015, non essendo questo porto il Pireo o il porto di Trieste, ci sentiamo di affermare che, come minimo, vi sia stata una superficialità che mal depone sull'efficacia dell'assetto definitivo dato al Piano Regolatore Portuale».

Questo significa rifare tutta una serie di studi, come per esempio quelli sul trasporto solido per capire se si formerà ancora l’insostenibile insabbiamento all’imboccatura che ha determinato la chiusura negli ultimi anni?

 

 

LA DARSENA PROVVISORIA

E poi tra le opere da costruire con i 15 mln del Masterplan c’è una inattesa darsena provvisoria.

A parte l’incertezza della provvisorietà, l’opera viene inserita negli elaborati con grande sorpresa per chi ha studiato le carte, molto meno per chi ha seguito i vari promotori negli ultimi anni.

De Sanctis scrive: «pur non facendo parte, almeno teoricamente, delle opere previste in questa fase da realizzarsi con i 15 milioni di euro del Masterplan, negli elaborati compare stranamente una nuova darsena pescherecci che non era prevista nel Piano Regolatore Portuale. Coma mai compare questa variante? Chi l'ha inserita e progettata? Maliziosamente potremmo iniziare ad immaginare che ci sia stata una presa di coscienza rispetto all'inadeguatezza della "soluzione" del PRP con il posizionamento di una darsena a nord, oggetto di pesanti contestazioni? Oppure che, dovendo funzionare "in attesa della realizzazione della darsena pescherecci nord", ci si sia accorti che con la

deviazione del fiume ci saranno enormi problemi di navigazione nel canale anche per la formazione della barra preconizzata da BetaStudio che evidentemente non ha ricevuto la doverosa attenzione in quanto con il PRP2016 i pescherecci dovrebbero ormeggiare fuori dal porto canale?».

 

Nello studio si legge: «questa darsena potrà essere utilizzata dai pescherecci che durante le mareggiate più violente e/o in occasione di piene fluviali eccezionali non riuscissero ad utilizzare la nuova imboccatura del porto canale».

 «Spiegazione che appaiono particolarmente deboli», conclude De Sanctis. «In ogni caso si tratta in entrambi i casi di varianti sostanziali al Piano Regolatore Portuale e, pertanto,

necessitano di una riedizione della Valutazione Ambientale Strategica del Piano».