DANNO ERARIALE

Scanno. «Funzionario ha sottratto 80 mila euro alle casse comunali». Arriva la condanna

Per la Corte dei Conti Cesidio Spacone è responsabile. Immobile pignorato

Redazione PdN

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Scanno. «Funzionario ha sottratto 80 mila euro alle casse comunali». Arriva la condanna

Scanno

SCANNO. La Corte dei Conti ha condannato il funzionario del Comune di Scanno Cesidio Spacone, 62 anni, a restituire all’amministrazione comunale 80 mila euro indebitamente sottratti alle casse dell’ente.

Esattamente un anno fa la Procura Regionale della Corte dei Conti di L’Aquila aveva disposto un sequestro conservativo su un suo immobile che a questo punto sarà pignorato.

Lo stesso Spacone venne arrestato (domiciliari) tra l’incredulità e l’imbarazzo  dei colleghi di Palazzo di Città.

Secondo l’ipotesi accusatoria, validata dai giudici contabili, Spacone ha distratto dalle casse del Comune di Scanno circa 75mila nel periodo 2016-2017.

A segnalare per primo le anomalie fu il sindaco di Scanno, Pietro Spacone, che inoltrò una denuncia nel settembre del 2017, relativa a un presunto ammanco di denaro dalle casse comunali.

Il denaro era relativo a tributi vari, tra cui pagamento di parcheggi comunali, utilizzo del palasport, scuolabus, pagamenti di pubblicità e affissioni, occupazione di suolo pubblico, occupazione delle aree di mercato, proventi contravvenzionali, diritti di urbanistica e di segreteria

 

Spacone si è difeso sostenendo che le somme mancanti non gli erano mai state consegnate e che lui non era assolutamente tenuto a riscuotere le somme pagate dai contribuenti.

 

A dicembre del 2017, dopo l’arresto, nel corso di un interrogatorio di garanzia nell’ambito del procedimento penale aperto sugli stessi fatti contestati dalla Procura contabile, disse che i soldi distratti   venivano sistematicamente utilizzati per finanziare iniziative in paese, le più disparate, e per altre necessità che man mano si presentavano in municipio.

Secondo i giudici della Corte dei Conti «sussiste   la responsabilità amministrativo-contabile» del funzionario «al di là di ogni ragionevole dubbio».

Secondo i giudici «nessuna diversa spiegazione logica» può trovarsi per spiegare i fatti nè si può ritenere che il funzionario, responsabile dei servizi finanziari dell’ente locale «fosse ignaro di tutto» e non si fosse mai accorto  o domandato il motivo per cui non erano stati più effettuati da mesi riversamenti in tesoreria degli incassi comunali (peraltro, in precedenza, curati proprio da lui).

Spacone, si legge sempre nella sentenza, «non ha dato alcuna valida giustificazione delle gravissime anomalie rilevate nella tenuta della contabilità, dei versamenti parziali risalenti al 2016, delle somme giacenti in cassa, dei movimenti di economato».

 

Per i giudici il comportamento del funzionario «è connotato dalla massima trascuratezza e negligenza».


Alessandra Lotti