IL FATTO

Camera di Commercio Chieti-Pescara, «dopo la fusione c’è troppa disorganizzazione»

Redazione PdN

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Camera di Commercio Chieti-Pescara, cacciato commissario che ha diretto la fusione «con modalità mai viste»

Camera commercio di Pescara


CHIETI. I dipendenti della Camera di Commercio di Chieti Pescara denunciano un pesante disagio professionale e lavorativo a causa della mancanza di misure organizzative adeguate a rendere funzionale ed efficace l’azione dell’Ente.
A nove mesi dalla fusione che ha dato vita alla nuova Amministrazione, segnalano per la segreteria provinciale Fp Cgil Paola Puglielli e Stefano Di Domizio, «manca ancora il Segretario Generale; il personale è ancora gestito e distribuito in maniera differenziata (si registrano squilibri nell’assegnazione dei dipendenti ai servizi e di conseguenza nei carichi di lavoro – il salario accessorio viene erogato solo ai dipendenti provenienti dalla Camera teatina); non sono ancora stati uniformati  gli strumenti e le procedure di lavoro tra le sedi provinciali, per cui non si riesce a distribuire equamente su uffici e personale il lavoro necessario alla evasione della pratiche, nonostante l’ente sia unico da nove mesi (ad esempio, i sistemi informatici dei due territori pur appartenenti allo stesso servizio non “dialogano”, rendendo impossibile ottimizzare il lavoro)».

Per questo i dipendenti non riescono a lavorare in maniera efficace e soddisfacente: «si lavora tantissimo per risultati risicati e i servizi all’utenza risultano claudicanti esponendo gli stessi dipendenti alle lamentele e, in alcuni casi, allo sbeffeggio, da parte di cittadini che non conoscono le vere cause dei malfunzionamenti» .
Inoltre, nonostante il cospicuo numero di dirigenti in dotazione all’Amministrazione (oggi sono cinque, cui prima o poi dovrebbe aggiungersi un Segretario Generale), si riscontrano problemi operativi e di programmazione.

Fenomeno che sarebbe peraltro, accentuato, segnala sempre il sindacato,  dall’azzeramento degli incarichi di Responsabilità del Servizio (precedentemente assegnati ad alcuni funzionari in base alla competenza): «ai dipendenti capita con una certa frequenza di trovarsi senza riferimenti rispetto alla soluzione di problemi complessi o all’assunzione di responsabilità nella gestione delle pratiche».
Ci sono state varie richieste di intervento nei confronti della Camera di Commercio, coinvolgendo anche direttamente il Presidente.

«Purtroppo, in uno scenario di perdurante immobilismo istituzionale», segnalano Puglielli e Di Domizio, «registriamo la mancanza di interventi risolutivi o migliorativi e, di pari passo, il quotidiano inasprimento delle condizioni di lavoro e delle tensioni interne a detrimento dei lavoratori e dei cittadini fruitori dei servizi. Nel perdurare di questo stato di cose, oggi pubblicamente denunciate alla cittadinanza, sarà inevitabile il ricorso a forme di contrasto sindacale anche importanti».