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Pescara, da lunedì tempo pieno senza mense: è caos sulle tre opzioni

Molti genitori non sanno che fare. Black out comunicativo

Redazione PdN

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Pescara, da lunedì tempo pieno senza mense: è caos sulle tre opzioni

PESCARA. Lunedì in alcuni nidi e scuole dell’infanzia della città di Pescara ripartirà il tempo pieno e genitori e docenti sono in allarme.

Non solo perchè non sanno come comportarsi ma perchè sembra che ci sia a tutti gli effetti un black out comunicativo.

Il Comune dice delle cose, gli insegnanti ne riferiscono altre ai genitori. Come se non bastasse, le soluzioni prospettate non soddisfano.

Insomma, c’è un caos infinito.

Al momento c’è apprensione e rabbia sulle varie chat e sui social. Tutto questo è diretta conseguenza del caos creatosi dopo lo scandalo della contaminazione di quasi 300 bambini dal Campylobacter che ha generato un forte contraccolpo sulla tenuta dell’appalto in capo all’Ati Cir Food e Bioristoro con la rottura del contratto.

Il Comune, ora, oltre a doversi difendere da una richiesta risarcitoria milionaria, è rimasto scoperto e senza servizio mensa in attesa di avere una conferma -che non è arrivata- dalla seconda classificata che dovrebbe subentrare (ipotesi non di facile realizzazione).

Il comitato ‘Noi a mensa Pescara’ , costituitosi dopo la vicenda delle 300 intossicazioni degli alunni pescaresi sulle quali pende una inchiesta della Magistratura, in queste ore sta cercando di fare chiarezza.

I referenti hanno chiamato direttamente il sindaco Marco Alessandrini che ha spiegato loro cosa succederà.

Tre le opzioni praticabili, quindi, da lunedì, per il ‘tempo mensa’.

Prima opzione: i genitori prelevano il bimbo, lo fanno mangiare a casa (o dove preferiscono) e lo riaccompagnano a scuola per le attività pomeridiane.

Seconda opzione: i genitori portano il pasto domestico a scuola ma saranno loro a doverlo somministrare ai figli.

Terza opzione: i genitori portano un pasto domestico "preconfezionato" , "di facile e sicura conservazione" , "che non si deteriori" e di facile fruizione e le maestre provvederanno ad aiutare i bambini a consumarlo.

«Le dirigenti saranno tassative su questi tre punti», assicurano dal Comitato.

Dopo la pubblicazione di questo avviso sulla pagina di ‘Noi mense a Pescara’, però, i genitori sono andati in confusione.

Alcune mamma hanno raccontato che le scuole le avevano avvertite sulla prima e sulla seconda opzione ma non erano a conoscenza della terza.

In molti si chiedono come mai non si possa somministrare il pasto da casa sotto l’esclusiva vigilanza della insegnanti e dal comitato sono netti: «In Italia il pasto da casa e' garantito solo alle scuole primaria e secondaria di primo grado. Per i nidi e le scuole dell'infanzia tutti hanno le cucine interne..come noi. Il nostro problema è che a Pescara siamo senza gestore del servizio e senza cuoche assunte dal comune. Per questo o le maestre si mettono una mano sulla coscienza o più di questo non possiamo legalmente chiedere a meno di fare un ricorso al TAR Abruzzo».

Una procedura dispendiosa e non immediata ed è proprio per questo che adesso il Comitato si appella direttamente alle dirigenti scolastiche e alle maestre: «permettano il pasto da casa anche in questi ordini scolastici. Capiamo che per le maestre sia un impegno maggiorato ma le invitiamo a mettersi nei panni dei tanti genitori lavoratori che non saprebbero come risolvere il problema. Invitiamo anche i genitori a venire incontro alle maestre non chiedendo loro la luna. Collaboriamo per il bene dei bambini e delle famiglie con il pdc classico».

 

«Mi sto sganasciando ad immaginare i migliaia di genitori che si siedono vicino ai loro bambini in classe per somministrare loro il pasto “domestico”», commenta una mamma. «Genitori che probabilmente dovranno prendere permessi a lavoro o cambiare gli orari dei loro studi professionali per andare a somministrare il pasto ai loro bambini…»

 «Cioè per il comune di Pescara», scrive un’altra mamma, «i genitori dei bambini che frequentano l'asilo sono tutti casalinghi o pensionati? Oppure vorrei proprio vedere quale bambino sarebbe felice di rientrare a scuola dopo aver pranzato a casa! Roba da matti!»