LA SENTENZA

Consulenze Provincia Pescara, l’appello riscrive la sentenza. «Non ci fu alcun danno»

Di Rino e  Bernardini non dovranno versare 100 mila euro

Redazione PdN

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PROVINCIA DI PESCARA

La Provincia di Pescara

 

 

 

PESCARA. La Corte dei Conti, in appello, ha accolto i ricorsi di Tommaso Di Rino, ex dirigente della provincia di Pescara, e Fabrizio Bernardini, ex direttore generale, che in primo grado erano stati condannati al risarcimento nei confronti dell’ente di 50 mila euro l’uno.

 

I giudici del secondo grado, dopo 20 mesi, riscrivono la sentenza: i due non devono nulla alla Provincia perchè non vi fu alcun danno.

 

Di Rino e Bernardini erano finiti nel mirino della magistratura contabile dopo un esposto firmato da alcuni dipendenti della Provincia che li accusavano di aver ingiustamente nominato sette esperti esterni per il progetto Multiasse con fondi europei  ignorando le professionalità interne di cui l’Ente pubblico disponeva.

«Non ci fu alcun danno», dicono adesso i giudici, «anche perché le spese sono state certificate, riconosciute e quindi rimborsate ma soprattutto il progetto Multiasse è risultato essere stato compiutamente realizzato, dimostrando il corretto impiego finalistico delle risorse impegnate».

 

 

E poi uno dei passaggi più importanti: «nessuna spesa in più è stata sostenuta dalla Provincia, in quanto tutte le spese sono state riconosciute e rimborsate all'ente. In questa prospettiva, quindi, nessuna conseguenza patrimoniale negativa, immediata e diretta, sull'erario Provinciale può predicarsi dal conferimento delle consulenze in esame».

 

 Come avevano fatto notare Di Rino e Bernardini nei loro appelli il progetto Multiasse ( adattabilità, occupabilità, capitale umano, inclusione sociale del PO Abruzzo Fse 2007/2013 Po 2007/2008)  assegnava alla Provincia «obiettivi che andavano ben oltre i normali compiti svolti a livello provinciale»

Inoltre «minima parte di quei fondi è stata utilizzata per retribuire consulenti».

Tra l’altro la Provincia stessa non ha mai reclamato alcun danno derivante dai due incarichi affidati.

«Senza questi incarichi», hanno spiegato i due dirigenti, «l'amministrazione si sarebbe esposta al rischio di mancato riconoscimento delle spese in sede europea con conseguente danno al bilancio dell'ente».

 

 I giudici ricordano che è vero che l'illegittimo ricorso a professionalità esterne determina una spesa inutile, una duplicazione dei costi e quindi un danno ma ricordano anche che in questo caso «la spesa è stata tutta rimborsata e non c'è stata nessuna conseguenza patrimoniale negativa sulle casse provinciali».

 

a.l.