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Lanciano. Sfratto senza buon senso: storia di Debora e dei suoi guai

L’Unione Sindacale di Base attacca il Comune e lancia una campagna di solidarietà

Redazione PdN

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Lanciano. Sfratto senza buon senso: storia di Debora e dei suoi guai

 

 

LANCIANO. #IoSonoDebora, è la mobilitazione lanciata dall’Usb in una conferenza stampa a Lanciano. L’Unione Sindacale di Base, dopo la mobilitazione per le case Ater e il campeggio nazionale dello scorso fine settimana a San Vito, prosegue l’impegno per il diritto alla casa.

Debora (48 anni) è una madre di due figli, disoccupata e divorziata, ha ricevuto l’avviso di sfratto dal Comune di Lanciano dall’alloggio comunale in via Santa Maria. Con lei vive anche la madre ultranovantenne invalida al 100%.

Il provvedimento, denuncia il sindacato, è frutto di una «grave mancanza burocratica dell’ufficio politica della casa» del Comune di Lanciano.

«Non può essere questa, attacca, la modalità per affrontare i problemi e tutelare i cittadini. Ci troviamo di fronte a un fatto grave e singolare – ha dichiarato Marco Iasci dell’Usb durante la conferenza stampa – nel quale il Comune, invece di difendere una famiglia in difficoltà, la sfratta».

 

Se venisse eseguito lo sfratto, l’alloggio verrebbe riconsegnato all’ex marito di Debora, da cui lei si è separata ormai 8 anni fa.

Ex marito che è l’originario assegnatario formale dell’alloggio comunale che, però, l’accordo di separazione aveva sancito dovesse passare a Debora.

Un accordo con il quale il giudice assegnava l’affidamento dei figli e il mantenimento della casa familiare (anche perché lui al momento del provvedimento residente in un altro alloggio comunale).

La sentenza di divorzio, arrivata due anni fa, ha confermato l’accordo e le decisioni di 6 anni prima. L’articolo 15 del regolamento per l’assegnazione di alloggi comunali del Comune di Lanciano stabilisce che l’ex marito avrebbe dovuto eseguire la voltura del contratto in favore dell’ex moglie.


Avrebbe, appunto.

Perché pare proprio che così non sia avvenuto.

L’Usb, tramite la propria struttura Asia (Associazione Inquilini e Abitanti) che si occupa del diritto all’abitare, ha incontrato varie volte l’assessore alla politica della casa del Comune di Lanciano Giacinto Verna e la dirigente del settore servizi alla persona Gabriella Calabrese.

Ma, nonostante la situazione fosse chiara, ha riscontrato totale indisponibilità a ritirare il provvedimento di sfratto e riconoscere i diritti di Debora. Non avendo altre strade il sindacato ha quindi deciso di far partire una campagna di solidarietà pubblica, attivando anche una petizione sulla popolare piattaforma change.org “#IoSonoDebora. Solidarietà alla madre di famiglia sotto sfratto dalla casa comunale”.

Debora in questi anni, nonostante non ha mai ricevuto assegni di mantenimento dall’ex marito e lo stato di disoccupazione, ha sempre onorato il contratto di affitto col Comune.

Una gravissima situazione di difficoltà economica e sociale la sua che, dopo il provvedimento di sfratto, ha minato la sua salute.

«Da cinque anni non lavoro per accudire mia madre anziana – ha raccontato - Ho provato a cercare un'altra casa, ma non so come pagarla. In quell'abitazione ho cresciuto i miei figli e ho sempre pagato le bollette a mio nome».

Per questo l’Usb ha deciso di denunciare quanto sta accadendo ed impegnarsi per il riconoscimento dei suoi diritti e mobilitare l’opinione pubblica affinchè il Comune di Lanciano torni sui suoi passi applicando la sentenza di divorzio.


Alessio Di Florio