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Ingiusta detenzione. Assolto dall’accusa di rapina, a Spinelli risarcimento di 17mila euro

98 giorni di detenzione ingiusta, Ministero dovrà pagare

Redazione PdN

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Ingiusta detenzione. Assolto dall’accusa di rapina, a Spinelli risarcimento di 17mila euro

  

PESCARA. Prima l’arresto, poi la difesa davanti al giudice «non sono quello che cercate». 

Il giudice lo scagiona e un altro giudice sentenzia che debba essere anche risarcito per l’ingiusta detenzione.

 

E’ la storia di Arcangelo Spinelli, 40 anni di Pescara, assistito dagli avvocati Gaetano e Francesco Mimola.   

L’uomo aveva richiesto 50mila euro di risarcimento per i 98 giorni di ingiusta detenzione subita.

Il 4 settembre scorso la Corte d’Appello gliene ha accordati 16.625  come «equa riparazione per la custodia cautelare subita».

Ha condannato dunque il Ministero dell’Economia al pagamento di  235 euro per ogni giorno di permanenza in carcere (in totale l’uomo ne ha trascorsi 43)  e 117 euro per ogni giorno ai domiciliari (55).

Non sono state invece riconosciute le spese e non è stata riconosciuta nemmeno la provvisionale in quanto l'uomo non ha dimostrato di vivere in precarie condizioni economiche.

La sentenza è stata notificata al Ministero dell'Economia che sarà chiamato a pagare. Bisogna vedere se farà appello.


Spinelli venne arrestato il 25 giugno del 2010 con l'accusa di rapina in concorso con un’altra persona.

Secondo la Procura  si sarebbe introdotto in una casa di Civitella Casanova riuscendo a portarsi via 2.000 in contanti,  prelevati nella camera da letto.

La padrona di casa sorprese i due che riuscirono comunque a scappare.

 

Il 19 maggio del 2015 il Tribunale di Pescara ha pronunciato l’assoluzione per non aver commesso il fatto, «non essendo emersi nell'istruttoria elementi certi ed inequivocabili di prova della sua responsabilità».

 

Spinelli già nell'interrogatorio di garanzia negò di essere mai stato nella località dove c'era stata la rapina e disse che conosceva i coimputati, anche loro assolti con formula dubitativa, solo perché tutti appartenenti alla stessa etnia Rom.

Il tribunale non ha ritenuto sufficiente nemmeno il riconoscimento fotografico effettuato della persona offesa che, tra l'altro, non si è presentata in sede di incidente probatorio per confermare il riconoscimento.

Insomma, sono emerse troppe incongruenze anche sui metodi di identificazione degli altri personaggi che erano in paese con Spinelli quel giorno. Si risalì a loro, infatti, grazie ad una targa di una Mercedes che era stata vista transitare vicino alla casa rapinata.

Troppo poco, insomma, per sostenere l’accusa di rapina.

 

Alessandra Lotti