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Sorpresa. Il ponte del mare intralcia il nuovo piano regolatore portuale

I progettisti non si accorgono dell’opera simbolo di Pescara che ora è di intralcio

Redazione PdN

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Sorpresa. Il ponte del mare intralcia il nuovo piano regolatore portuale

 

PESCARA. I progettisti del piano regolatore portuale non si accorgono del ponte del mare. I progettisti del Ponte del mare non si accorgono del nuovo piano regolatore portuale. Una svista non da poco che sembra l’ennesima storia di sviste paradossali che producono ritardi, inefficienze, più spesa pubblica e soprattutto risultati concreti problematici, come potrebbe essere la nuova variante al progetto del nuovo porto.

Parliamo della deviazione del tratto finale del fiume Pescara resasi obbligatoria per risolvere i problemi di insabbiamento del porto canale e di esondazione.

Un progetto che emenda gli strafalcioni (costati cari) del porto costruito dal 2000 al 2005 che comprende anche la diga foranea, voluta sempre dagli stessi progettisti che poi si sono occupati di erosione delle coste (provocate anche dai porti che costruivano) e del dragaggio (reso problematico dal porto costruito male).

Buona parte di quei progettisti fin da subito (dal 2006) hanno proposto un nuovo progetto per «risolvere tutti i problemi», un progetto che si sta realizzando pian pianino e che costerà alla fine non meno di 100 mln di euro.

In tutto questo immenso e impunito pasticcio, l’ultima “perla” scoperta dal Forum H2O, riguarda i problemi che il Ponte del mare starebbe causando al progetto per il solo fatto di esistere. Una interferenza bella e buona con il progetto del nuovo porto che prevede un allargamento delle sponde fino a 60 metri anche nel tratto dove vi sono le fondamenta dell’opera.

Allargando si metterebbe a rischio la stessa stabilità del ponte e così da mesi i progettisti stanno escogitando varianti e possibili alternative.

Alla fine l’opera voluta dall’ex sindaco di Pescara, poi presidente di Regione ed oggi senatore, Luciano D’Alfonso, come simbolo del suo passaggio sembra scontrarsi con l’altra opera che in ogni epoca ha fortemente voluto, spinto e sponsorizzato trovando fondi anche nel Masterplan. Un pasticciaccio brutto che non sfigura nella saga del “porto nuovo si secca” .

 

Così il Forum ha gioco facile a parlare di «errore clamoroso», «nessuno c'aveva pensato, eppure "l'imprevisto" sta lì ben piantato e visibile ai più da 10 anni».

Il nuovo porto canale di Pescara previsto nel Piano Regolatore Portuale 2016 sulla carta avrebbe dovuto essere largo 60 metri rispetto agli attuali 44 ma i progettisti non avevano fatto i conti con la presenza del Ponte del Mare, delle sue pile e delle relative fondazioni: pertanto dovrà essere "ristretto".

«Effettivamente tra errori della diga foranea, vasca di colmata piena di fanghi, dragaggi infiniti, DDT fantasma forse potevamo aspettarci un altro colpo di scena da questa vera e propria saga marinaresca che è il Porto di Pescara», commenta oggi Augusto De Sanctis che ha studiato le carte che si apprestano ad essere valutate dal Via regionale.

 

Porto di Pescara (quasi) tutti i nomi dello scandalo nazionale /2

PESCARA. All’inaugurazione del nuovo porto nel 2005 c’erano proprio tutti ed i lunghi discorsi non fecero che ripetere la litania dell’«ottimo progetto» e della «grande opportunità per Pescara di crescere» anche con l’arrivo delle «navi da crociera».

Tutto viene scoperto quando qualche giorno fa viene depositato in Regione il progetto per la prima fase di realizzazione del nuovo assetto individuato dal Piano Regolatore Portuale approvato il 15 novembre 2016 dopo una lunghissima e assai contestata gestazione, avviata nel 2008, anno di realizzazione del Ponte del Mare.

Per ora si parla di 15 milioni di euro per costruire solo una piccola porzione della mastodontica opera.

«Sostanzialmente si farà la cosiddetta prima fase costituita dal molo Nord che dovrà seguire il nuovo andamento a S del porto canale previsto nel Piano Regolatore Portuale 2016, largo appunto 60 metri», spiega De Sanctis, «assetto formulato dopo studi su studi, consulenze su consulenze; le ultime ancora nel 2015. Peccato che all'altezza del punto della deviazione toh, da dieci anni vi siano ben piantati i piloni dell'ingombrante Ponte del mare con le relative fondazioni.  Il nuovo porto canale così ben disegnato dal nuovo Piano regolatore non c'entra. No, 60 metri non "ci capano" proprio. Di quanto? Gran consulto, fatti i rilievi, verificate, solo ora, le carte. Forse di 5 metri. Oppure di 16».

 

Allora a causa della svista, la larghezza non sarà di 60 metri (ampiezza stimata e calcolata per evitare esondazioni devastanti) ma di 55 metri o peggio di 44 (cioè come adesso).

Le due ipotesi sono contenute nelle carte depositate al Via regionale (ma sempre secondo il Forum dovevano essere valutate dal comitato Via Nazionale). Non si è ancora deciso quale sarà l'ipotesi da perseguire perchè, per la fretta imposta dalla “Regione veloce”, non c’è stato tempo per attendere le perizie che confermino la strada da intraprendere. 

Se i tecnici dovessero confermare che con gli argini a 55 metri ed il ponte “nel” mare si rischia il crollo, allora si passerebbe di fatto all’ipotesi 44 metri cioè “allargamento 0” ma con 5 metri di profondità da assicurare sempre con periodici dragaggi (in 20 anni mai successo).