L'INCHIESTA

Omicidio Rapposelli, inchiesta chiusa. Ora l’ex e il figlio rischiano il processo

La donna, dice la Procura, prima strangolata e poi soffocata

Redazione PdN

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Scomparsa da 16 giorni la pittrice abruzzese Renata Rapposelli

Renata Rapposelli

TERAMO. E’ chiusa l’inchiesta sull’omicidio di Renata Rapposelli, la pittrice di Chieti il cui corpo senza vita venne ritrovato il 12 novembre sul greto del fiume Chienti.

Secondo l’accusa sono Giuseppe e Simone Santoleri, rispettivamente ex marito e il figlio della donna, i responsabili dell’omicidio.

I due sono in carcere dal 6 marzo scorso con l’accusa di omicidio volontario in concorso e occultamento di cadavere.

Nelle prossime settimane verrà avanzata la richiesta di rinvio a giudizio per un eventuale processo.

 

La donna era sparita il 9 ottobre 2017 dopo essere arrivata in treno da Ancona fino a Giulianova per incontrare i due uomini. Venne ritrovata cadavere a un centinaio di km, a Tolentino, un mese dopo.

I risultati degli esami hanno confermato che Renata è morta soffocata dopo essere stata strangolata. Sul corpo della donna, trovato in un avanzato stato di decomposizione, non vi sono ferite d’arma da fuoco né tracce di avvelenamento.

 

Simone e Giuseppe Santoleri continuano a respingere ogni accusa, sostenendo di aver accompagnato la donna a Loreto.

 Secondo l’accusa, invece, la donna sarebbe stata ammazzata il giorno stesso della scomparsa, poco dopo l’arrivo nella casa dei due.

Il movente, dice la procura, sarebbe quello economico. Tutto sarebbe scaturito dalla richiesta di Renata di ottenere i 3 mila euro arretrati che gli spettavano per il mantenimento.

Dunque la nota controversia giudiziaria di cui si è sempre parlato, fin dall’inizio e le pressioni della donna che voleva ottenere quanto le spettava.

Il movente, ha spiegato il pm, riguarda anche figlio perchè lui, disoccupato, viveva del reddito del padre che dunque sarebbe stato significativamente ridotto. Tutto ciò, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe generare rancore nei confronti della donna. Un rancore tale da portare i due alla sua uccisione.

 

Sul corpo della donna sono state riscontrate ferite da corpi contundenti e non da armi da sparo.

 Per l'accusa, l'avrebbero forse stordita e soffocata lo stesso giorno, tra le 17 e l'una di notte.