L'ENIGMA

Montesilvano. Divieto di balneazione a sud del Saline: mai successo in 10 anni

Altri “miracolo” sulla balneazione dell’estate 2018

Redazione PdN

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Montesilvano. Divieto di balneazione a sud del Saline: mai successo in 10 anni

 

 

MONTESILVANO. Il 7 settembre l’Arta ha scritto al Comune di Montesilvano per riportare i risultati di non conformità delle acque di balneazione “100m Sud Foce Fiume Saline”.

In un lampo il primo cittadino, Francesco Maragno, ha firmato un’ordinanza di divieto di balneazione temporanea in attesa di nuove analisi (già programmate).

I prelievi erano stati effettuati il 5 settembre e hanno riportato i livelli di Escherichia coli a 556 quando il limite è 500.

Non si tratta di un allarme preoccupante per i livelli di inquinamento sia perchè arriva a stagione turistica balneare ormai alla fine, sia perchè, comunque, i limiti massimi di legge vengono superati di poco.

Tuttavia l’evento si inserisce a pieno titolo in quella serie di fenomeni in controtendenza che quest’estate hanno caratterizzato l’estate montesilvanese.

Si è infatti rotto un trend consolidato in 10 anni, per ben due volte nel giro di un solo mese.

Il tutto è avvenuto dopo una serie di segnalazioni che PrimaDaNoi.it aveva riportato con fotografie che documentavano acque non esattamente «eccellenti» tra maggio e luglio e aveva ricordato come le fogne finiscano a mare dopo ogni pioggia lasciando odori molesti e detriti poco consoni ad un arenile adibito alla balneazione.

Lo scorso 8 agosto l’Arta aveva riscontrato un primo superamento degli stessi limiti di Escherichia coli in una zona molto ampia, quasi il 80% della costa, con esclusione del tratto confinante con Pescara e di circa 300 metri a sud della foce del Saline.

Il divieto in quel caso scattò due giorni dopo e venne revocato tre giorni dopo, quando nuove analisi confermarono la discesa dei livelli di allarme.

In quell’occasione non si è mai capito cosa abbia provocato l’inquinamento nè ci si è affannati per cercarlo.

Fu un evento degno di nota perchè, in oltre 10 anni di rilievi, mai l’Arta aveva rilevato  superamenti in alcun punto delle acque di balneazione, nonostante si dicesse che il fiume Saline fosse un problema per la balneabilità.

Invece proprio il tratto immediatamente a sud aveva resistito e anche ad agosto i livelli di escherichia coli non sono stati superati, consolidando i risultati di oltre 240 analisi in 10 anni. In quell’occasione si poteva pensare che il Saline non inquinasse poi così tanto.

Ma con il divieto di ieri gli enigmi e le domande senza risposta aumentano.

 

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Con lo sforamento a 100 metri a sud -anche in questo caso dopo 10 anni- non si riesce davvero a comprendere da dove possa arrivare l’inquinamento e per quale ragione si palesi solo ora e sporadicamente.

Cosa può aver provocato l’inquinamento?

Nuove condotte sconosciute di liquami sversati?

Un cambio di maree e correnti che mai in 10 anni vi sono state?

Difficile solo ipotizzare un errore dell’Arta ma allora anche in questo caso il problema rimane di origine sconosciuta.     

Rimangono i fatti: due divieti di balneazione in tratti che non erano stati mai interessati in un decennio da questi problemi ed un inquinamento di origine sconosciuto e fortemente circoscritto nel tempo (gli sforamenti vengono registrati al massimo per un giorno).