INDUSTRIA

LFoundry ferma 56 lavoratori precari con messaggio WhatsApp

Redazione PdN

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LFoundry si aggiudica appalto sensori per Infn

AVEZZANO. “Fermato”.

Con questo messaggio whatsapp 56 lavoratori precari di LFoundry hanno appreso che a partire da oggi rimarranno a casa.


«Il combinato disposto di leggi e strategie aziendali fa sì che un esercito di lavoratori di LFoundry e annesse famiglie debba periodicamente subire un danno materiale e morale senza eguali», attacca la Fiom provinciale, «una sequenza di mortificazioni lavorative che originano dal meccanismo del cosiddetto buffer e da insidiosi cambi appalto che dall'oggi al domani stravolgono la vita di decine e decine di persone fino al giorno prima impegnate a dare il loro contributo per il raggiungimento di importanti obiettivi produttivi».

Secondo il sindacato anche se le leggi di questo Paese consentono alle aziende di ricorrere anche in modo spregiudicato al lavoro precario, esisterebbe un'etica alla quale una azienda come LFoundry, la più grande della provincia, «non dovrebbe sottrarsi, un'etica sociale che la impegna a contribuire a uno sviluppo sano di quel territorio su cui realizza profitti e dal quale trae sostegno attraverso finanziamenti pubblici».


La Fiom ritiene che una discussione sulla questione del lavoro precario all'interno di LFoundry abbia pari dignità di ogni altro tema oggetto di trattativa. Per questo si attiverà insieme alla struttura confederale presso le Istituzioni locali perché il tema del lavoro precario sia affrontato in maniera articolata.


L’AZIENDA SPIEGA

«Operiamo nel contesto legislativo vigente che, ovviamente, rispettiamo», spiega l’azienda, «su tale panorama l’azienda si organizza al meglio per garantire la competitività sul mercato globale poiché, essa sola, garantisce la stabilità di presenza sul territorio nel tempo e quindi la capacità di fornire lavoro, come noi stiamo facendo da quasi 30 anni.  È avvenuto che dei contratti siano scaduti e quindi non ha alcun fondamento parlare di “licenziamenti”. Inoltre, sarebbe opportuno che quando si narra una storia, la si narrasse in maniera completa: l’Agenzia per il Lavoro ha correttamente spiegato, anche per via telefonica, alle 27 persone interessate quanto stava succedendo, sempre sulla base della normativa ora vigente.  La nostra capacità di continuare a garantire lavoro, in un settore che oggi in Europa e in particolare in Italia mostra gap competitivi importanti rispetto ad altre aree geografiche, deriva da una capacità di reazione ai fattori esterni che fino ad oggi abbiamo avuto anche grazie a quegli interlocutori che si sono posti e si pongono in maniera propositiva e con i quali vorremmo lavorare per riuscire a scrivere anno dopo anno il nostro futuro».