A SCUOLA

Trasporto scolastico Chieti, «Comune ci dica cosa sta succedendo»

Le domande di Andrea Iezzi (Giustizia Sociale)

Redazione PdN

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Trasporto scolastico Chieti, la scoperta del M5S: «il servizio non rispetta le norme»

CHIETI- Sul problema “trasporto scolastico” che, a meno di una settimana dalla riapertura delle scuole, sta preoccupando, e non poco, tantissime famiglie di Chieti, Andrea Iezzi (Giustizia Sociale) chiede chiarimenti.

Prima di tutto Iezzi chiede di chiarire, considerate le voci circa un eventuale affidamento a Chieti Solidale, su chi effettivamente gestirà il servizio scuolabus per l’anno scolastico 2018-2019 e, soprattutto, quando i genitori potranno finalmente presentare domanda d’iscrizione per i propri figli.

Domande semplici ma, allo stesso tempo, di notevole rilevanza sociale, alle quali l’Amministrazione Comunale deve necessariamente, con assoluta celerità, dare concrete e fattive risposte per evitare che, il 10 settembre prossimo, i bambini di Chieti siano costretti ad “arrangiarsi” per raggiungere le scuole della città, con l’inevitabile coinvolgimento di genitori e nonni, costretti a fare salti mortali per accompagnarli e riprenderli a scuola.

Considerando, dettaglio non da poco conto, che i genitori che hanno fatto la scelta di iscrivere i propri figli ad una scuola piuttosto che un’altra, lo hanno fatto sapendo che avrebbero potuto usufruire del servizio scuolabus.

«Mai era successo in passato che sulla programmazione del trasporto scolastico comunale si arrivasse a tanta approssimazione o, peggio ancora, al quasi disinteresse da parte dell’Amministrazione», denuncia Iezzi.

E la mancata pianificazione e organizzazione del servizio da parte del governo comunale risulta ancora più evidente dal confronto con le altre comunità, anche più piccole, della provincia come Lanciano, Casoli, Guardiagrele, Bucchianico, dove i servizi scuolabus sono stati affidati, con i giusti tempi, a ditte esterne che ne hanno garantito la regolarità del funzionamento.

«Affidando il servizio ad una Società esterna specializzata», continua Iezzi, «ci sono  vantaggi evidenti e vanno dalla disponibilità di un parco mezzi nuovo ed efficiente tale da permettere la sostituzione dei mezzi in qualsiasi momento, al personale che viene impiegato per i 9 mesi necessari al servizio e non per 12 come avviene ora utilizzando personale di ruolo del Comune».

 

 

Personale di ruolo che il Comune potrebbe impegnare, invece, per altri servizi, vista la marcata carenza dello stesso di impiegati a disposizione dei vari settori, suggerisce il segretario di Giustizia Sociale.

E Iezzi fa due calcoli: «considerando una spesa media mensile di circa 20.000 euro (dato ricavato dalla media dei costi mensili sostenuti dai Comuni per un servizio di circa 4 minibus) avremmo una spesa totale di circa 180.000 euro/anno con un risparmio di 80.000 euro/anno che si tradurrebbe in circa 400.000 euro di risparmi in 5 anni (periodo medio della durata dei contratti)».