DISCARICHE E BUSINESS

Rifiuti in Abruzzo, che succede a Valle Cena?

Una nuova mega-discarica a Cupello non prevista dal Piano

Redazione PdN

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Rifiuti in Abruzzo, che succede a Valle Cena?

CUPELLO. Che cosa succede a Valle Cena di Cupello?

Gabriele Marchese (San SAlvo Democratica) fa notare che da giorni tanti cittadini di Monteodorisio e Cupello si lamentano per i cattivi odori che provengono dalla discarica dei rifiuti gestita dalla Cupello Ambiente all'interno del Consorzio Civeta.

 

«Nel mese di giugno l'incendio, ora la puzza, cosa sta succedendo?»

Sempre Marchese domanda chi ha dato l'autorizzazione per il ricevimento dei rifiuti da fuori Regione e chi ha dato il benestare alla Cupello Ambiente di fare richiesta per una nuova discarica se la proprietà delle aree non è di quest'ultima.

In effetti «la presentazione del progetto per una nuova megadiscarica da 480.750 mc costituisce un vero e proprio assalto dei privati al nuovo Piano Regionale dei Rifiuti», spiegano le associazioni SOA, Nuovo Senso Civico, Peacelink e "Rita Atria" sul nuovo impianto in procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in regione, da realizzare a Cupello in provincia di Chieti.

 

Nel comune del vastese esistono già le 3 vasche del Consorzio Pubblico CIVETA, di cui due esaurite e la terza attualmente in fase di uso.

La gestione di quest'ultima è stata affidata con gara ad un privato, Cupello Ambiente, che ora si vuole mettere completamente in proprio realizzando, in un terreno limitrofo all'attuale polo impiantistico, una quarta vasca di enormi dimensioni pronta ad accogliere ulteriori rifiuti.

L'impianto attuale, sulla carta pubblico, sta esaurendo velocemente la sua capienza anche perché il gestore importa rifiuti da fuori regione secondo quanto riportato dalla stampa.

 

L'impianto in questione non è previsto dal Piano regionale dei Rifiuti.  

«Si arriva all'assurdo che negli elaborati progettuali depositati per la Valutazione di Impatto Ambientale la discarica viene presentata come "soluzione" in caso di defaillance proprio delle previsioni del Piano stesso. Che ragionamento è? Si può fondare una richiesta augurandosi, di fatto, che il Piano regionale appena approvato fallisca?», denunciano gli attivisti.   

 

LE OSSERVAZIONI

Per queste ragioni le associazioni hanno depositato durissime osservazioni su questo progetto entro il termine di legge, domenica sera scorsa. Oltre agli aspetti collegati alla pianificazione regionale sui rifiuti, emerge «clamorosa»  l'incompatibilità urbanistica dell'impianto, «con retroscena quasi tragicomici».

Infatti la nuova discarica sarebbe costruita addirittura sopra l'“Area vincolata ai fini dell’assorbimento dell’impatto ambientale della discarica" attuale.

 

Si aggiungono questioni non secondarie come quelle relative alla tutela dell'ambiente idrico, in particolare del Torrente Cena, già oggi classificato dall'Arta in stato ambientale "cattivo" oppure quelle concernenti le pesanti emissioni in atmosfera di sostanze anche molto pericolose come l'idrogeno solforato.

La discarica fungerebbe anche da bio-reattore per la produzione di metano attraverso l'utilizzo di fanghi degli impianti di depurazione.

Anche in questo caso in contrasto con il Piano Regionale dei Rifiuti che è già sovra-dimensionato per gli impianti che smaltiscono questa tipologie di rifiuti.

«Le opere di mitigazione, inoltre, appaiono solo come promesse generiche senza alcuna base concreta», sottolineano ancora gli attivisti.

 

Infine le associazioni ricordano il percorso piuttosto particolare di questo progetto, presentato una prima volta alla Regione sostenendo l'esistenza di accordi con il Consorzio inesistenti, addirittura per le particelle catastali.

Elaborati completamente fuorvianti tanto che, dopo la segnalazione scritta della SOA, furono ritirati.