GIUSTIZIA

Tribunale Pescara salva dalle banche due imprenditori

Azzerate le pretese economiche degli istituti di credito

Redazione PdN

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PESCARA. Vittoria in primo grado per due imprenditori pescaresi sostenuti da Sos Utenti e dai suoi specialisti in difesa di vittime delle banche.


L’avvocato Emanuele Argento, delegato abruzzese e membro del direttivo nazionale della Sos Utenti, è riuscito a trarre in salvo due imprenditori pescaresi, aggrediti con decreti ingiuntivi da due diverse banche nel 2012 e nel 2013, dopo 6 anni di battaglia giudiziale dinanzi il Tribunale di Pescara,.

Il Tribunale con due separate sentenze ha azzerato i debiti pretesi dalle rispettive Banche.

UNA STORIA COMINCIATA NEL 2012

Nel dicembre del 2012 una Banca aveva richiesto ed ottenuto dal Tribunale di Pescara un Decreto Ingiuntivo a carico di un Imprenditore Pescarese e del suo garante fideiussore per 78.761,63 euro quale presunto saldo debitore di due conti correnti.

Nel mese di Aprile del 2013 un’altra Banca aveva richiesto ed ottenuto sempre dal Tribunale di Pescara un altro Decreto Ingiuntivo a carico di un altro imprenditore e del suo garante fidejussore per 56.000 euro a motivo di due presunte anticipazioni di fatture non pagate confluite su vari rapporti di conto corrente e assistito dalla garanzia fidejussoria sino a € 232.500,00.

I Fidejussori ai quali le Banche hanno chiesto il pagamento si sono opposti ed il Tribunale ha azzerato il credito delle banche.

LA SENTENZA

La Sentenza del Tribunale di Pescara del 22 agosto scorso (numero 1175/2018), a firma del Giudice Unico Grazia Roscigno, sintetizza che «nel Contratto di conto corrente con apertura di credito l’onere della prova è a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo e che, in mancanza di tutti gli estratti conto completi, il fideiussore può opporre al creditore tutte le eccezioni “di merito” che spettano al debitore principale».

Siccome la Banca non ha provato come si sia formato il suo credito, il tribunale lo ha azzerato liberando il Garante Fidejussore dal pagamento della somma di 56.000 euro richiesto con Decreto Ingiuntivo.

La sentenza del Tribunale di Pescara del 24 agosto scorso (numero 1209/2018), a firma del Got Sabrina De Simone conferma che «nel contratto di conto corrente con apertura di credito, l’onere della prova di come si sia formato il saldo debitore è a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo. La mancanza del contratto di apertura del conto corrente e di tutti gli estratti conto completi comporta la revoca del decreto ingiuntivo e la condanna della banca a rimborsare le spese di lite».

 

«E’ noto», commentano da Sos Utenti, «che la richiesta del Decreto Ingiuntivo comporta la “Morte Creditizia e Morte Bancaria” della vittima che viene costretta a vivere nel limbo della società civile senza credito, senza carte di credito e spesso senza nemmeno un conto corrente attraverso il quale pagare le Tasse e poter gestire una vita normale.

Ci son voluti 6 anni di strenua difesa legale ad opera dell’instancabile avvocato Emanuele Argento per far emergere la verità e per respingere ogni pretesa delle due Banche che non sono riuscite a provare il loro credito».

«In Abruzzo, ma anche in tutta Italia - riferisce il presidente onorario della Sos Utenti,

Gennaro Baccile - un terzo delle pretese creditorie delle banche attivate con Decreti Ingiuntivi si rivelano “bufale” e prive di ogni fondamento. Una piaga che coinvolge nella regione Abruzzese non meno di 10.000 utenti bancari, per 1 miliardo e 400 milioni circa di crediti bancari classificati a sofferenza, inesistenti se sottoposti a giudizio come quelli dei due imprenditori pescaresi»

Il dato nazionale ammonta a ben 1 milione e 100 mila affidati equivalenti a circa 65 miliardi di € di debiti bancari forse fasulli.