NEVE E TURISMO

Sciovia Gamberale, il Tar decide il 12 settembre sullo stop ai lavori

Nessun provvedimento è stato notificato al Comune

Redazione PdN

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Sciovia Gamberale, il Tar decide il 12 settembre sullo stop ai lavori

 

 

L’AQUILA. Il Tar dell’Aquila discuterà il 12 settembre prossimo il ricorso delle associazioni Salviamo l’orso, Wwf e Lipu per l’annullamento del parere favorevole del progetto di “ristrutturazione e ammodernamento di un impianto scioviario nel centro turistico Oasi del Cervo”, in località La Forcella di Gamberale.

I giudici ad inizio agosto hanno emesso un decreto cautelare con il quale hanno sospeso i lavori riguardanti l’adduzione di acqua dalla sorgente.

Questo perchè sussistono «i requisiti dell’estrema gravità e urgenza, tali da non consentire neppure di attendere fino all’udienza del 12 settembre, quando verrà valutata la richiesta presentata dalle associazioni di sospensiva integrale dei lavori».

C’è il rischio, si legge nel dispositivo, «che vengano effettuati lavori comprendenti impattanti opere di sbancamento di terreni e di realizzazione di un’opera negativa dal punto di vista ambientale, con potenziali influssi sul regime di circolazione delle acque sotterranee e sulle sorgenti di acqua potabile, senza che la Regione Abruzzo si sia espressa in alcun modo».

I lavori prevedono, dal 1° agosto, «opere di sbancamento di terreni e di captazione in sorgente, opera quest’ultima non solo negativa dal punto di vista ambientale», scrive il Wwf in una nota, «ma con potenziali influssi sul regime di circolazione delle acque sotterranee e sulle sorgenti di acqua potabile e sulla quale la Regione al momento non si è espressa.

 

IL PROGETTO

Il progetto definitivo prevede la spesa di 536mila euro, 400 mila euro di fondi pubblici e il resto  con un mutuo acceso dal Comune. La pista ha funzionato per circa trent’anni, fino alla vigilia del 2000 poi è stata chiusa a causa di contenziosi  tra gestore, usi civici e amministrazione.

Cinque anni fa,  quando l’amministrazione comunale è ritornata proprietaria dell’opera, si è adoperata per il rinnovamento dell’impianto da poter ammettere alle provvidenze del piano operativo regionale del fondo per le aree sottoutilizzate (Par Fas 2007/2013).

Nei mesi scorsi non sono mancate polemiche ed è scattato anche un esposto da parte dei consiglieri comunali di minoranza alla procura distrettuale antimafia de L’Aquila, al nucleo di Polizia Tributaria e ai carabinieri, alla Procura Generale presso la Corte dei Conti de L’Aquila e alla presidenza del Consiglio dei Ministri.



L'AVVOCATO DEL SINDACO

«Ad oggi, nessun provvedimento giurisdizionale, asseritamente emesso senza contraddittorio, è stato notificato al Comune che, in vista dell’udienza in Camera di Consiglio del 12 settembre, si costituirà in giudizio, a fianco della Regione Abruzzo, per resistere al ricorso delle Associazioni Ambientaliste affinché sia respinta la loro istanza di sospensiva sia relativamente a supposta “adduzione di acqua dalla sorgente” in realtà non prevista dal progetto sia in merito a lavori regolarmente iniziati il 1° agosto come da titolo autorizzatorio regionale», spiega l’avocato Alessandro De Iuliis per conto del sindaco.

«Non senza richiamare ancora una volta l’attenzione sulla circostanza che i lavori in questione consistono semplicemente nel rinnovamento di un impianto scioviario in esercizio sin dagli anni 70’, costituente un’infrastruttura vitale per la località montana e per l’intero bacino territoriale circostante, non riuscendosi neppure a comprendere, perciò, l’ostinazione con la quale le Associazioni ricorrenti, in nome di una malintesa ed estremistica tutela dell’ambiente, vorrebbero impedirne la realizzazione. Va seccamente smentita, poi, come falsa e tendenziosa la notizia che Consiglieri comunali di minoranza abbiano presentato esposti contro il ripristino della sciovia alla Procura Distrettuale Antimafia, così come a qualsiasi altra Autorità, essendo stata, invece, sempre graniticamente unanime la volontà del Consiglio comunale di realizzare l’agognato progetto».

LA PROPOSTA DI TARANTINI
Intanto il consigliere Carmine Tarantini annuncia che presenterà come capogruppo dell’opposizione del Comune di Pizzoferrato una richiesta urgente di convocazione per un Consiglio comunale straordinario affinché il Comune di Pizzoferrato avanzi  la proposta di dare la propria disponibilità affinché l’opera si realizzi a Valle del Sole dove, tra l’altro, il sito del vecchio impianto scioviario «è sicuramente più ideale e meno invalidato del sito di Gamberale».
«Non si può certamente ignorare», spiega Tarantini, «il dispositivo dell’ordinanza cautelare emessa dal Tar Abruzzo che prelude una sentenza di merito sicuramente non positiva per l’opera in questione. La eventuale ricollocazione sul sito di  Valle del Sole è da ritenersi la più ideale e sicuramente la più confacente perché andrebbe a soddisfare le reali esigenze di una popolazione turistica effettiva e non “mediatica” vero volano di sviluppo per l’intera economia turistica del comprensorio dei Monti Pizzi Gamberale compreso ovviamente».