SANITA'

Direttore sanitario ospedale Vasto, Febbo vuole controllare i criteri della nomina

«Necessario scongiurare abusi»   

Redazione PdN

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Ospedale VAsto

 

 

VASTO. Questa mattina il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, ha protocollato una interrogazione urgente con risposta scritta all’attenzione dell’assessore regionale Paolucci per conoscere e verificare modalità e procedure adottate dalla Asl di Lanciano – Vasto –Chieti per la designazione del nuovo Direttore sanitario al Presidio ospedaliero ‘San Pio’ di Vasto.

 Febbo vuole sapere se la persona scelta, la dottoressa Francesca Tana, ricopra legittimamente il nuovo ruolo affidatogli e, quindi, chiarire se la stessa Azienda sanitaria abbia rispettato in maniera idonea procedure, norme, leggi e selezioni pubbliche per arrivare a nominare il nuovo Dirigente sanitario presso l’ospedale di Vasto.

«Voglio sapere in particolare», spiega Febbo, «se Tana abbia rinunciato al posto al Sert per cui è vincitrice di concorso, per poi assumerne il ruolo di Dirigente medico e se esiste una autorizzazione o procedura interna dell’Asl per far scorrere la graduatoria finale di merito della direzione Sanitaria del 16 marzo 2018 relativa al Concorso pubblico a n.1 posto di dirigente medico di Direzione medica di Presidio Ospedaliero (delibera  n.353 del 15.03.2018). Quindi è indispensabile chiarire al più presto se la nuova dirigente, ricopra legittimamente ruolo e compiti compatibili con la graduatoria in essere e con le sue attuali mansioni. Non vorrei che ci trovassimo davanti all’ennesimo pasticcio creato dalla Direzione sanitaria e dall’assessore Paolucci che sono stati ‘stranamente’ veloci a sostituire l’ex Direttore sanitario che andrà in pensione a partire dal 31 luglio 2018».

Questa nomina lampo, secondo Febbo, sarebbe la dimostrazione di come D’Alfonso e Paolucci gestiscono la sanità nel vastese «e come viene mortificato per l’ennesima volta l’Ospedale di Vasto. Ricordo che al  ‘San Pio’ il reparto di Gastroenterologia dopo trent’anni di efficiente servizio è stato declassato da Unità Operativa Complessa a semplice Servizio».

Anche perchè la situazione non è delle più rosee: manca la sostituzione di molti primari e medici andati in pensione con personale ridotto all’osso ed in forte affanno soprattutto in reparti fondamentali come Cardiologia, Radiologia, Pronto soccorso e Rianimazione, liste di attesa interminabili per le prestazioni ambulatoriali e sedute operatorie ridotte al lumicino.

Per non parlare di interventi di  manutenzione ordinaria e straordinaria sia sull'immobile che sulle  attrezzature ormai obsolete e in molti casi inutilizzabili. Tutto questo mentre il  nuovo ospedale è diventato ormai un vera e propria chimera: «è una bella favola raccontata ripetutamente per 50 mesi e mai diventata realtà», chiude Febbo.