L'INCHIESTA

Inchiesta Amphora, cosa sappiamo della maxi indagine durata 10 anni

Rinviato a giudizio il conte Maria Pasquini

Redazione PdN

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Inchiesta Amphora, cosa sappiamo della maxi indagine durata 10 anni

San Marino

PADOVA. Rinviato a giudizio il conte Maria Pasquini di San Marino accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e all’esercizio abusivo di attività finanziaria con l’aggravante della transnazionalità.

 Lo riporta il Mattino di Padova di qualche giorno fa.

La mega inchiesta che per dieci anni ha tenuto impegnata la Procura di Roma e approdata a Padova l’anno scorso, arriverà il prossimo 14 novembre in aula davanti al tribunale collegiale. Così ha deciso il gip Domenica Gambardella, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Emma Ferrero.

 

Con il conte Pasquini andranno a processo anche il cognato Andrea Pavoncelli, referente di Pasquini e suo plenipotenziario alla United International Bank (controllata della Smi alle isole Vanuatu). Eugenio Buonfrate che della Smi era direttore, Roberto Borbiconi, vice direttore della società, Jean Paul Giannini che a San Marino gestiva la clientela, Davide Bonetti e Danilo Ferrante di Amphora Fiduciaria, società di appoggio per i trasferimenti di denaro della Smi.

Secondo le accuse, Pasquini - che è stato ambasciatore di San Marino in Spagna e nel Sovrano Ordine di Malta - dopo aver rastrellato milioni di euro - le parti civili ne reclamano 5 - ha messo in liquidazione la Smi spa, gemella italiana della società di San Marino, e i risparmiatori non hanno più visto un soldo.

L’inchiesta durata oltre dieci anni e condotta dalla procura di Roma è stata spedita a Padova perché la prima vittima, che aveva impegnato milioni negli investimenti del conte, è proprio un professionista padovano, che però è in buona compagnia.

Sono infatti trenta le famiglie ammesse come parte civile, tutte difese dall’avvocato Giampiero Veronesi.

Si tratta di piccoli risparmiatori che avevano affidato i loro soldi a Pasquini, in veste di presidente del gruppo San Marino Investimenti (Smi sa) tramite il quale raccoglieva i risparmi di privati e società prospettando un tasso di interesse estremamente vantaggioso.

Allettati proprio da tassi di interesse vantaggiosi, i danneggiati avrebbero affidato i propri risparmi a Pasquini, all'epoca Presidente del gruppo San Marino Investimenti, per poi perdere tutto. Sul Titano l'ex Ambasciatore è stato condannato nel 2016, in appello, ad 1 anno e 6 mesi – pena sospesa – per la classificazione come crediti ad incaglio di finanziamenti erogati a favore di società estere.

La guardia di finanza ha ricostruito gli illeciti attribuiti agli imputati seguendo i flussi di denaro che dalla fiduciaria Amphora di Roma portavano dapprima alla Smi di San Marino per poi dividersi in più rivoli societari facenti parte sempre del medesimo gruppo, fino ad arrivare alla banca Uib alle isole Vanuatu. Un giro che per gli investigatori altro non serviva se non per ripulire il denaro per poi farlo rientrare in Italia e restituito ai legittimi proprietari.

 

L’inchiesta, all’inizio, è approdata anche  a Chieti dove la Procura della Repubblica ha indagato sui clienti di Amphora per scoprire se il meccanismo nazionale per occultare denaro sottratto alle società ed alle tasse fosse lo stesso anche in Abruzzo.

Uno stralcio è poi passato a Pescara dove la procura ha indagato alcuni anni dopo sull’imprenditore, Carmine De Nicola di Francavilla,  che aveva legami con la fiduciaria Amphora e ad oggi non c’è ancora la fine del procedimento giudiziario.