PRIVATIZZAZIONI

Museo Colonna, sarà affidato ad un privato. Centrodestra protesta

Tra qualche mese il bando per trovare un gestore

Redazione PdN

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Museo Colonna, sarà affidato ad un privato. Centrodestra protesta

 

PESCARA. La giunta Alessandrini avvia la privatizzazione del Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna.

 È quanto approvato dalla maggioranza di centrosinistra del Consiglio comunale che, ratificando la relativa delibera, ha dato il via alle procedure di pubblicazione del bando di gara al massimo ribasso.

 

Per scegliere questa strada il Comune aveva commissionato uno studio molto approfondito e molto dettagliato all’Università D’Annunzio, condotto da docenti che si occupano di Beni e progetti Culturali, che potesse indicare il modo per mettere a frutto la struttura, conveniente per l’Ente e capace di darle pieno rilancio in tutti i suoi aspetti.

Il centrodestra, invece, chiede di fermare l’iniziativa, «assolutamente dannosa e ingiustificabile», e piuttosto propone un ripensamento per affidare alla Fondazione ‘Paparella Treccia’ la gestione della struttura, «una Fondazione che già in passato ha dimostrato, bilanci alla mano, di saper guidare l’utilizzo della struttura organizzando eventi di qualità che hanno azzerato i costi a carico del Comune», commenta  Marcello Antonelli.

 

 

Il sindaco, però, è convinto della strada intrapresa e nei giorni scorsi ha portato a casa il risultato con la maggioranza in Consiglio.

 

«Abbiamo scelto una strada coraggiosa», ha spiegato il sindaco, «per dare al museo Colonna le migliori possibilità, aprendoci a progetti che possano arrivare anche da fuori, perché il museo Colonna è un vero e proprio contenitore, con una storia libera da fronti identitari e per questa sua speciale natura necessita non solo di una gestione, ma anche una grande e robusta direzione artistica e scientifica di arte moderna e contemporanea, con idee versatili e collegamenti con tutte le strutture museali di questo tipo in Italia».

 

 

«Il rischio è evidente e fin troppo chiaro – denuncia però Antonelli -: oggi tutti i singoli artisti o le Associazioni che operano nel difficile mondo dell’arte stanno perdendo una struttura pubblica. Il privato per rientrare con i costi sarà costretto a fare impresa con quella struttura, trasformandola in galleria d’arte privata».

Il centrodestra contesta anche lo studio commissionato alla D’Annunzio: «quello studio è semplificato, inadatto e non ha approfondito varie questioni, oltre a riportare circostanze non vere, a partire dal possesso di un presunto patrimonio, a carico del Colonna che in realtà non c’è», ha detto Antonelli.

In più, durante le sedute di Commissioni propedeutiche all’arrivo in Consiglio comunale proprio Antonelli ha anche chiesto agli uffici di poter avere il resoconto dei costi sostenuti dal Comune per la gestione del Colonna dal 2010 al 2015: «da quei bilanci abbiamo visto che ci sono cifre non veritiere, a partire da quelle inerenti le due mostre d’arte organizzate nel Colonna proprio dalla Fondazione Paparella, due esposizioni di altissimo livello, tra le quali quella dedicata a Chagall, per le quali era stata prevista la compartecipazione del Comune al 50 per cento delle spese. Ma poi quella compartecipazione è stata azzerata perché la Fondazione Paparella, attraverso la bigliettazione e la vendita dei volumi della mostra, è riuscita a coprire tutte le spese, dunque il Comune non ha erogato un euro, questo a dimostrazione che quando il pubblico, in questo caso una Fondazione pubblica, organizza eventi di qualità, i conti quadrano ed evitano alle casse comunali qualunque esborso. Nella fattispecie è stata proprio la Fondazione Paparella a darne dimostrazione e a dare prova di capacità gestionale».