LA SENTENZA

Santa Croce. False dichiarazioni patrimoniali: Colella assolto

Redazione PdN

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Camillo Colella

Camillo Colella

 

L'AQUILA. Il giudice del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha assolto con formula piena Camillo Colella, patron della Santa Croce, e il suo commercialista Carmine Gatti, nell'ambito del processo scattato in seguito all'accusa di aver attestato all'Agenzia delle Entrate informazioni non veritiere sulla situazione patrimoniale e contabile della Società.

Lo fa sapere la stessa Santa Croce, che era concessionaria della sorgente di acqua minerale Sant'Antonio Sponga di Canistro (L'Aquila) prima della revoca, impugnata dal sodalizio, da parte della Regione Abruzzo nell'ambito di un lungo contenzioso ancora in corso. La società, proprietaria dello stabilimento di Canistro e del marchio, è tornata a imbottigliare con la più piccola sorgente Fiuggino.

L'acqua minerale della sorgente più grande finisce, invece, da circa due anni nel fiume Liri, a causa dello stallo del bando del 15 dicembre 2016 che ha portato finora alla sola aggiudicazione provvisoria al gruppo Norda.

La vicenda è riferita alla redazione e firma, nel novembre 2014, della relazione di attestazione allegata al "Piano industriale per le annualità 2015-2023", presentato all'Agenzia delle Entrate dalla Sorgente Santa Croce.

Si tratta di una situazione legata all'acquisizione, negli anni fin dal 2008, da parte dell'imprenditore molisano della vecchia gestione dell'attività di imbottigliamento nella sorgente Sant'Antonio Sponga, segnata da una grave esposizione debitoria, nei confronti sia dell'erario sia dei fornitori. In quel caso, si apprende da fonti aziendali, la nuova governance ha fatto una scelta rateizzando i debiti, anche attraverso la rottamazione, con il fisco per mandare avanti la gestione corrente.

«Negli anni la società è riuscita nel risanamento, nonostante negli ultimi due anni abbia perso la concessione della preziosa acqua in riferimento alla sorgente più grande, anche se sull'argomento pende un contenzioso con la Regione Abruzzo», fa sapere la società che ha spostato una parte della produzione in uno stabilimento molisano e in tal modo ha continuato a distribuire in Italia l'acqua minerale.

«La difesa di Colella e Gatti, affidata al legale Roberto Fasciani, del foro di Avezzano (L'Aquila)», fa sapere Colella, «ha dimostrato durante il dibattimento l'infondatezza delle accuse. A seguito dell'esame dei testi Franco Susi e Stefania Ussorio, funzionari dell'Agenzia delle Entrate, è emerso, si legge nella sentenza di assoluzione emessa il 6 giugno scorso, e che fa seguito alla richiesta dello stesso pubblico ministero, che l'atto "non aveva contenuto e potenzialità ingannatoria, ma era semplicemente insufficiente e inidoneo allo scopo, infatti non è stato accolto, in quanto la relazione non è stata ritenuta convincente, non consentendo alla direzione competente dell'Agenzia delle Entrate di compiere una valutazione».