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Fca, finisce improvvisamente l’era di Sergio Marchionne

Il suo successore è Louis Carey Camilleri

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Fca, finisce improvvisamente l’era di Sergio Marchionne

Sergio Marchionne

 

ITALIA. E’ finita oggi improvvisamente l'era di Sergio Marchionne alla Fiat: tutte le sue deleghe sono state frettolosamente redistribuite.

Il suo successore è Louis Carey Camilleri, membro del board Ferrari nella carica di amministratore delegato della casa di Maranello.

Il presidente sarà John Elkann.  Lo scrive Automotive News Europe. Il cambio al vertice - secondo le indiscrezioni- sarà deciso oggi nel cda della Rossa.

Sono stati convocati oggi d'urgenza i Cda di Fca, Ferrari e Cnh industrial per esaminare il nodo della successione all'ad, visto il prolungarsi della degenza per l'intervento chirurgico. Le

indiscrezioni sullo stato di salute di Marchionne - che secondo le notizie ufficiali è stato operato alla spalla destra - negli ultimi giorni si sono moltiplicate.

Marchionne, originario di Chieti, dopo gli studi tra l'elementare Nolli e al Liceo Classico, nel 1966 si trasferisce a Toronto, in Canada, con tutta la famiglia.

Nel 2003 entra nel cda della Fiat e a lui l’azienda ha riconosciuto  la capacità di essere riuscito a rilanciare la più importante casa automobilistica italiana.  

Ora questa sostituzione improvvisa.

L'ultima apparizione pubblica di Marchionne è avvenuta a Roma il 26 giugno, quando ha consegnato una Jeep Wrangler ai carabinieri italiani poi il ricovero in una clinica Svizzera per l’operazione alla spalla, come raccontato da Lettera 43 che già qualche giorno fa aveva annunciato l’assenza di Marchionne all'annuncio del 25 luglio pianificato dalla casa automobilistica sui guadagni del secondo trimestre.

Solo tre giorni fa la Fiat aveva ammesso che Marchionne aveva subito un intervento chirurgico, ma aveva respinto qualsiasi ipotesi sulla sua possibile sostituzione.

Appena ieri pomeriggio, 20 luglio 2018, dopo la notizia apparsa su Lettera43 di una prossima redistribuzione delle deleghe in una riunione del top management mondiale, l'azienda  aveva smentita con una nota ufficialmente.

Secondo la Financial Industry Regulatory Authority, riporta il sito Automotive News Europe, le società quotate in borsa non sono tenute a rivelare al pubblico se i loro dirigenti hanno gravi malattie. «Tuttavia, FCA, nella sua documentazione annuale della SEC, cita regolarmente la salute di Marchionne come vitale per le prospettive a lungo termine dell'azienda».

Un uomo capace di fare scelte impopolari, protagonista del duro scontro frontale con la Fiom, negli stabilimenti e nelle aule dei tribunali, sul nodo della governabilità delle fabbriche contro assenteismo e microconflittualità diffuse.

Una condizione per investire a Pomigliano e poi a Mirafiori, dove la maggioranza dei lavoratori approva gli accordi. Un altro fronte, destinato a ridisegnare le relazioni industriali, Marchionne lo apre con Confindustria annunciando a fine 2011 l'uscita dall'associazione. Una decisione clamorosa perché all'inizio del '900 la Fiat era stata uno dei suoi soci fondatori.

Studi in Canada (tre lauree in Filosofia, Economia, Giurisprudenza e master in Business Administration), domicilio in Svizzera, dove abita l'ex moglie, due figli, Marchionne, l'uomo dal maglioncino nero, ha vissuto gli ultimi anni tra Torino e Detroit, guidando la 'rivoluzione' che ha portato in Borsa Cnh Industrial e Ferrari.

A Maranello, dove ha preso le redini della Rossa nel 2014, sarebbe dovuto rimanere fino al 2021, due anni ancora dopo l'addio a Fca. Un manager al centro anche delle relazioni politiche mondiali, da Obama a Trump, che in Italia ha respinto l'invito di Silvio Berlusconi a candidarsi con il centrodestra e ha avuto una lunga luna di miele con l'ex premier Matteo Renzi dal quale ha poi preso le distanze.

A Torino Marchionne lo aveva portato Umberto Agnelli, che lo aveva conosciuto in Sgs e lo aveva voluto nel consiglio di amministrazione. Il primo giugno 2004, pochi giorni dopo la morte di Umberto, è l'uomo scelto per guidare la rinascita, con Luca di Montezemolo presidente e John Elkann vicepresidente.

Sul fronte finanziario i primi successi del manager italo-canadese sono la rottura dell'alleanza con Gm, che impedisce l'acquisto di Fiat Auto da parte della casa Usa e l'accordo con le banche sul convertendo da 3 miliardi di euro, grazie al quale gli Agnelli mantengono il controllo. Marchionne, che il 17 febbraio 2005 diventa anche amministratore delegato dell'auto (solo Cesare Romiti aveva tenuto le due cariche), lancia a Torino la Grande Punto e vara un piano che prevede entro il 2008 investimenti per 10 miliardi. I conti del 2005 sono quelli della svolta: il gruppo registra, per la prima volta dopo cinque anni, un utile di 1,4 miliardi e il risultato della gestione ordinaria e' venti volte superiore a quello del 2004.

Quando presenta i conti 2006, Marchionne parla di una Fiat finalmente uscita dall'emergenza e a suggellare la rinascita arriva il 4 luglio 2007 la nuova 500 presentata con una grande festa a Torino. La crisi del 2008 costringe il Lingotto a modificare i piani e richiede un massiccio ricorso alla cassa integrazione.

Il 2009 è l'anno del salvataggio di Chrysler dal fallimento, con la trattativa con il Tesoro Usa e i sindacati americani e la benedizione da parte del presidente Barack Obama. L'operazione da cui è nata Fiat Chrysler Automobiles, sesto produttore mondiale di auto, con domicilio fiscale a Londra e sede legale trasferita dopo 115 anni da Torino ad Amsterdam, quotata a Milano e a Wall Street. Ultimo atto a Balocco nel Capital Market Day di Fca l'annuncio del traguardo del debito zero e di un piano di 45 miliardi di euro di investimenti con al centro vetture premium e l'auto del futuro

IL DOPO MARCHIONNE

Studi in economia e business a Losanna, solida preparazione ed esperienze di primo piano nel mondo degli affari.

E' un profilo internazionale quello di Louis Carey Camilleri, il manager candidato alla successione di Sergio Marchionne nella carica di amministratore delegato della Ferrari, di cui è già membro del board.

Nato ad Alessandria d'Egitto da famiglia maltese, 63 anni, parla quattro lingue e vanta un patrimonio stimato in 150 milioni di sterline.

Tre figli, divorziato dal 2004, gli sono state attribuite numerose relazioni, l'ultima con la top model Naomi Campbell.

E' in Svizzera, dopo gli studi, che inizia la carriera di Camilleri, che nel 1978 entra in Philip Morris come analista di sviluppo del business.

All'interno dell'azienda ricopre diversi incarichi, tutti di crescente importanza, fino a diventare presidente e amministratore delegato del colosso delle sigarette.

Ha ricoperto analoghi incarichi anche in Kraft Foods ed è stato nel consiglio di amministrazione della messicana America Movil, il quarto operatore di telefonia mobile al mondo per numero di abbonati, e di Telmex International, holding di telecomunicazioni messicana.

Sempre secondo le indiscrezioni, il nuovo presidente della Ferrari sara' invece John Elkann, a capo gia' della holding della famiglia Agnelli, la Exor.

 

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