LA SVISTA

Usura bancaria, giudice archivia con errore. Tribunale bacchetta Procura di Chieti

Sos Utenti: «stanchi di dover inventarci l’impossibile per farci ascoltare»

Redazione PdN

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POSTE CENTRALI CHIESTI - PROCURA DI CHIETI

Procura di Chieti

 

CHIETI. Un imprenditore di Alanno, vittima di presunta usura bancaria in un contratto di mutuo, si è visto archiviare la sua denuncia in fretta e furia, senza alcun avviso al suo difensore.

La difesa penale di Sos Utenti, guidata dal penalista Luigi Iosa, senza ricorso in Cassazione, ma grazie alla recente riforma Orlando, ha ribaltato la situazione direttamente in tribunale.

 Tutto è nato nel 2006 quando l’imprenditore ha stipulato un mutuo da 1,5 milioni di euro con la Bls, oggi Bper. Nel 2013 la Banca pignora i beni ipotecati e pretende 642.496,01 € a fronte di un debito, accertato da perizia giurimetrica stilata da  Gennaro Baccile, di Sos Utenti di appena 155 mila euro.

A quel punto l’imprenditore presenta denuncia querela per usura in procura, a Chieti.  

 

IL CONTRATTO DI MUTUO E LA PERIZIA

La perizia elaborata da Baccile a febbraio 2006 accerta direttamente dal contratto

di mutuo la stipula di un Tasso di Mora del 7,055% a fronte del Tasso Soglia massimo antiusura del 5,775% vigente il primo trimestre 2006.

 Dunque la perizia accerta che il debito, dopo tutti i versamenti restitutori, e gli interessi da riconoscere all’imprenditore per versamenti in conto capitale effettuati anticipatamente rispetto al piano di ammortamento, ammonta ad 154.753,10 anziché a 642.496,01 pretesi dalla Banca con l’atto di pignoramento immobiliare.

 

L’INDAGINE DELLA PROCURA DI CHIETI

«La procura della Repubblica di Chieti, ignorando la evidente promessa usuraria espressa direttamente nel contratto di mutuo», racconta oggi Sos Utenti, «aveva richiesto l’archiviazione notificandola al denunciante e non al suo difensore di fiducia, Luigi Iosa. Il gip in assenza dell’opposizione da parte della persona offesa, ha disposto l’archiviazione definitiva della denuncia. Ma Iosa, penalista della Sos Utenti, ha chiesto alla procura di Chieti di ripetere la notificazione presso il suo studio della richiesta di archiviazione.

Di fronte al netto diniego della procura, l’associazione ha firmato un reclamo  presso il Tribunale Penale di Chieti, poiché con la recentissima “Riforma Orlando”, in situazioni simili, non è più ammesso il ricorso per Cassazione.

Il Tribunale di Chieti, con provvedimento del 17 luglio scorso ha dato ragione al denunciante, riconoscendo la nullità del decreto di archiviazione per omessa notifica della richiesta di archiviazione all’avvocato.

Ora è tutto da rifare e la procura di Chieti deve rispettare il dictum del Tribunale disposto dal giudice Andrea Di Berardino.

 

FUTURI SVILUPPI

La vicenda ora potrà essere vagliata, e se la procura disporrà nuovamente richiesta di

archiviazione la difesa della vittima potrà opporsi. «La promessa usuraria», commenta Baccile, «risulta evidente e solo un normale dibattimento a seguito di rinvio a giudizio dei responsabili della banca potrà accertare colpevolezze o innocenze. Siamo stanchi di inventarci l’impossibile per far comprendere l’ovvio alle Procure Italiane e Abruzzesi, in particolare, in tema di usura bancaria. Troppa disinvolta protezione dei vertici Bancari da parte di troppe Procure che hanno alimentato la diseducazione di troppi banchieri i quali hanno determinato troppi disastri creditizi con l’aspettativa della impunità».