IMPERDONABILE

L'Aquila. A un mese dalla Perdonanza nessun programma e associazioni al palo

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L'Aquila.  A un mese dalla Perdonanza nessun programma e associazioni al palo

Biondi e Di Cosimo

 

L’AQUILA. A un mese e tre giorni dall'inizio della 724esima edizione della Perdonanza Celestiniana ancora non esiste un programma.

È questo il dato sconsolante sull'edizione 2018 della manifestazione più importante, dal punto di vista religioso e anche laico, per L'Aquila e il suo comprensorio. E, come già da tempo sussurrano in tanti in città, anche la promozione e la preparazione della Perdonanza va a dimostrare continuità tra visione e azione amministrativa della giunta presieduta da Pierluigi Biondi, rispetto ai dieci anni dell'amministrazione Cialente.

 

Infatti anche negli anni scorsi furono alzati gli scudi contro chi accusava il Comitato Perdonanza, soggetto a sé creato e controllato dal Comune, di diffondere il programma con troppo poco preavviso. Però stavolta le premesse, almeno a parole, sarebbero dovute essere diverse.

 

Nel febbraio scorso, infatti, l'assessore comunale alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, presentava alla stampa il nuovo direttore artistico Leonardo De Amicis, che lanciava un percorso triennale che definirebbe il programma della Perdonanza addirittura fino al 2021.

A maggio, ossia a meno di cento giorni dall'inizio della Perdonanza, il sindaco Biondi presentava, invece, i nuovi componenti del Comitato, da lui presieduto, non senza polemiche per il ritardo nella composizione dell'assise, che ha lo scopo di ideare e organizzare tutti gli aspetti della manifestazione.

Ma il 13 giugno si è capito definitivamente che il programma sarebbe arrivato a pochi giorni dall'evento, esattamente come negli anni scorsi: il primo cittadino, infatti, ha inviato una nota invitando enti, istituzioni, associazioni culturali, sociali, sportive e artisti ad avanzare proposte che saranno valutate ai fini della redazione del programma della 724esima Perdonanza.

Le proposte che «saranno impegnative da subito per chi le presenterà mentre lo diventeranno per il Comune e il Comitato Perdonanza solo dopo l'approvazione e la sottoscrizione del relativo atto di impegno», devono essere incentrate sul tema «riconciliazione e famiglia» e pervenire alla direzione artistica entro il 30 giugno. Cioè venti giorni fa.

 

Da allora, tuttavia, il Comitato non ha provveduto a comunicare alle associazioni l'esito delle proprie proposte, né ha pubblicato alcunché sul sito web ufficiale. L'ultima news, infatti, risale addirittura al settembre dello scorso anno.

 

In tutto ciò, le associazioni che hanno inoltrato la domanda più di un mese fa ancora non sanno – a fine luglio – se organizzeranno gli eventi che hanno proposto, se otterranno dall'organizzazione finanziamenti per gli stessi, se riusciranno a scritturare gli artisti a cui avevano pensato, o riusciranno a trovare mezzi e attrezzature adatte. Nulla di nulla, a un mese e tre giorni dall'inizio della Perdonanza, e con in mezzo la prima metà di agosto, le due settimane più complicate dell'anno, dal punto di vista dei rapporti e delle attività lavorative.

 

Già immaginiamo, perché è già successo in passato, foto che ritraggono vie e piazze colme di gente pubblicate con aria trionfante sulle pagine Facebook di Sindaco e assessori. Ma sappiamo che probabilmente gli aquilani e le aquilane affollerebbero la settimana della Perdonanza pure se neanche venisse diffuso il programma della manifestazione. Tuttavia il problema, come spesso accade per L'Aquila e il suo comprensorio, è l'uscita dall'isolamento, è una maggiore attrattività all'esterno. E quella, sempre che la si voglia costruire, necessita di serietà, programmazione e pianificazione.

 

Al contrario, invece, sulla manifestazione più importante del capoluogo d'Abruzzo, “il primo Giubileo della Storia”, l'amministrazione Biondi sta dimostrando assoluta continuità con la classe dirigente precedente.

 

Mattia Fonzi