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No Tap contestano ministro Lezzi e 5 Stelle: «hanno speculato sulle tragedie per i voti»

L’opera faraonica da 45 miliardi va avanti e cittadini insorgono

Redazione PdN

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No Tap contestano ministro Lezzi e 5 Stelle: «hanno speculato sulle tragedie per i voti»

LECCE. Alcuni manifestanti No Tap hanno contestato il ministro per il Sud, Barbara Lezzi nel corso di un incontro svoltosi all'Università del Salento sui problemi del precariato dei lavoratori del sistema universitario.

«Barbara grazie per avere abbandonato il Sud», hanno urlato alcuni rappresentanti del movimento che osteggia la costruzione di Tap, il gasdotto destinato a portare fino in Italia, sulle coste salentine, il gas dell'Azerbaijan.

Nell’opera faraonica ci sono i maggiori player mondiali dell’energia come Safe, organizzazione che fornisce consulenza e servizi nei settori energia e ambiente, Snam, l’abruzzese Proger, Eni, Saipem che realizzerà la parte dell’infrastruttura che passerà sotto il mar Adriatico.

 Il costo preventivato è di 45 miliardi.

 

Il troncone iniziale Sud-Caucasico parte dal giacimento azero di Shah Deniz 2 e attraversa la Georgia. Il secondo tratto, chiamato Tanap, percorre tutta la Turchia. Il Tap è l’ultimo pezzo, lungo 878 chilometri, che s’inerpica nel nord della Grecia (fino a quota 1.800), scende sulla costa albanese, s’inabissa in mare (fino a meno 820 metri) e arriva in Salento: l’approdo previsto è la spiaggia di San Foca, a Melendugno.

Il gasdotto prosegue il percorso fino a Brindisi, dove si allaccia alla rete SNAM. Da qui il trasporto del gas continuerà attraversando le zone ad alta sismicità del centro Italia, Abruzzo compreso, per giungere poi in Europa.

L'altro ieri, durante la sua visita a Baku, in Azerbaijan, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva rassicurato le autorità azere sul comune impegno a portare a termine il corridoio meridionale che dovrebbe portare il gas fino in Puglia.

«Melendugno e il Salento ti ringraziano Barbara - hanno gridato esibendo uno striscione -. Sei peggio della Bellanova. Vergognati»

La breve protesta è poi continuata all'esterno quando la ministra in auto ha lasciato l'università col figlioletto scortata dalle forze dell'ordine. Per lei solo poche battute: «non ho niente da dire adesso, perchè si fa molta strumentalizzazione senza sapere neanche di cosa si parla».

 

 

CRITICHE CONTRO I 5 STELLE

Il Coordinamento No Tap ha poi emesso una nota che contesta fortemente il comportamento del Movimento 5 Stelle: «quella politica che ha giocato con la voglia di riscatto delle popolazioni, che ha speculato sulle tragedie per farne un tornaconto elettorale, promettendo cambiamento ma dimostrandosi senza pudore. Quella politica dalla memoria corta, schiava delle logiche lobbistiche, meretrice venduta al miglior offerente. Se qualcuno, ingenuamente, avesse avuto ancora qualche dubbio, oggi speriamo che si possa levare quei paraocchi e che possa risvegliarsi da quel subdolo lavaggio del cervello in cui è naufragato».

Sono tante le cose che negli ultimi giorni hanno fatto arrabbiare i no Tap: «nessun  esponente del nuovo Governo ha proferito parola circa le sanzioni giunte nel Salento a chi contestava Tap, la senatrice Lezzi ha parlato di misteriosi “trattati internazionali” da rispettare, c’è stata la firma dei delegati italiani per conto del Governo al finanziamento della BERS e pure il viaggio diplomatico del Presidente della Repubblica in Azerbaijan (insieme al Ministro degli affari esteri) che ha rassicurato sulla buona riuscita del gasdotto».

Poi ieri un altro colpo di scena: all’interrogazione parlamentare dell’onorevole Rossella Muroni circa le criticità di Tap in fase di Valutazione di Impatto Ambientale, il Ministero dell’Ambiente ha confermato quanto espresso in VIA “rilevando impatti che sono classificabili come non significativi”.

«Un Ministero che aveva promesso battaglia e che, smentendo le sue stesse dichiarazioni di alcuni giorni fa, ha fatto un immediato dietrofront che sa di resa totale».

 Anche sull'argomento la confusione e la disinformazione scientifica è tanta. Secondo alcune notizie risolvere il contratto costerebbe all'Italia penali per 8 miliardi di lire. Difficile dire come sia stata quantificata la cifra e dove venga riportata. La trasparenza è poca e con il nuovo governo le cose non sono cambiate.

 Di certo la posizione dei 5 stelle ora anche sono al governo è molto cambiata, rispetto a quella della campagna elettorale dove promettere e parlare era più facile (ma può avere conseguenze pesanti)