CASO RARO

Condanna De Fanis, l’accusatore: «sono sollevato, fatta giustizia»

Parla Andrea Mascitti, l’uomo che con il suo racconto ha incastrato l’ex assessore regionale

Redazione PdN

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Condanna De Fanis, l’accusatore: «sono sollevato, fatta giustizia»

Mascitti

PESCARA. «È un momento importante dopo tutti questi anni. Mi sento sollevato e risarcito dalla giustizia. Riflettevo su questo percorso che ho fatto e che è stato difficile, ma che rifarei da capo perché credo che la verità renda liberi».

Così Andrea Mascitti, l'imprenditore dello spettacolo che nel 2013, con le sue rivelazioni, diede il via all'inchiesta 'Il Vate', dalla quale è scaturito il processo sulle tangenti nel settore Cultura della Regione Abruzzo, che ieri in primo grado, nel tribunale collegiale di Pescara, ha portato alla condanna dell'ex assessore regionale Luigi De Fanis a 6 anni e 10 mesi.

Mascitti si è costituito parte civile nel processo e il giudice ha stabilito il pagamento di una provvisionale di 20mila euro in suo favore.

«Io ho fatto questo - ha proseguito Mascitti, in aula, subito dopo la lettura della sentenza - ho detto solo la verità e dunque sono felice che ci sia stata giustizia».

 

Mascitti, diplomato in pianoforte al Conservatorio e in passato organizzatore di eventi culturali, nei mesi scorsi raccontò che, dopo la sua denuncia, nessuno ha più voluto lavorare con lui.

«C'è gente che non vuole lavorare con me per quello che ho fatto, perché cerco di essere corretto nella vita. Io continuerò ad essere così, perché sono me stesso e non posso cambiare per fingere di essere qualcun altro. Quindi spero che gli altri si rendano conto che nella vita - ha detto Mascitti - ci sono dei valori e dei principi, come la lealtà e la sincerità, perché io seguirò sempre quella strada».

Mascitti ha ricordato che «prima organizzavo grandi eventi e adesso invece mi occupo della gestione di un distributore di benzina. Spero più avanti - ha detto l'ex imprenditore - di riprendere a fare l'attività che facevo prima».

 

 

IL RACCONTO DI MASCITTI

Proprio in aula, nel corso del dibattimento, Mascitti ha raccontato cosa avvenne nel 2013

«Non riuscendo ad organizzare il premio Nascimbeni con il sostegno del Comune di Orsogna, come fatto in passato, decisi di rivolgermi all'assessore De Fanis. Nel corso del primo incontro illustrai l'evento all'assessore, che sembrò apprezzare e parlammo anche di cifre. Presentai un preventivo indicativo di circa 20mila euro».

In seguito, all'inizio di marzo 2013, l'incontro con la presunta richiesta di soldi da parte dell'assessore.

 

«Dopo la presentazione del preventivo, per l'organizzazione dell'evento, fui richiamato dall'assessore regionale De Fanis per discutere dei dettagli. Lui iniziò a cancellare alcune voci dal budget e disse che ci voleva una somma per lui, di 4.000 euro, che gli servivano per la campagna elettorale. Mi sentii molto turbato e decisi di parlarne con un amico, il pm Gennaro Varone, con il quale condividevo la passione per la musica, e lui mi esortò a presentare querela».

 

La querela venne presentata il 2 marzo e dal giorno successivo si mise in moto anche il lavoro degli inquirenti, con intercettazioni e appostamenti che hanno fornito numerosi riscontri alla versione di Mascitti.

Come nel caso di una presunta seconda richiesta di danaro: «L'assessore mi chiese di prendere parte all'organizzazione di un evento della Regione al Salone del Libro, che sulla base delle mie previsioni sarebbe costato circa 2.500 euro, ma De Fanis mi chiese di arrivare fino a 4.400 euro, spiegando che ci saremmo presi 1.000 euro a testa».

Lucia Zingariello, ex segretaria di De Fanis, per questa vicenda ha già patteggiato una condanna ad un anno e 11 mesi di reclusione.