LA SENTENZA

Inchiesta “Il Vate”. La colpa è tutta di De Fanis: condannato in solitaria a quasi 7 anni

Erano stati chiesti 8 anni. Tutti gli altri assolti  

Redazione PdN

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Tangenti Cultura: ex assessore De Fanis: «mai tangenti solo contributi da regolarizzare»  

De Fanis

 

PESCARA. Sembrava una condanna scontata, da tempo, e per una volta così è stato. L’impianto accusatorio ha retto in gran parte e le prove, anche filmate, delle mazzette che passavano di mano, non sono state demolite nel corso del dibattimento.

Alla fine l'ex assessore regionale di centrodestra alla Cultura Luigi De Fanis è stato condannato a sei anni e 10 mesi.

Il tribunale collegiale di Pescara, presieduto da Maria Michela Di Fine, si e' ritirato in camera di consiglio questa mattina per poi pronunciare la sentenza puntuale alle 16, come annunciato.

Sono stati assolti tutti quanti gli altri imputati, come dire che De Fanis ha fatto tutto da solo, senza l’aiuto di nessuno, nemmeno dei dirigenti regionali che preparano e firmano le determine.


LE RICHIESTE

Nella precedente udienza, il procuratore aggiunto Anna Rita Mantini aveva chiesto otto anni di reclusione per De Fanis e un anno per Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione Abruzzo Antico; tre anni e nove mesi per Rosa Giammarco responsabile dell'Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo.

L'accusa ha, invece, proposto l'assoluzione per l'imprenditore Antonio Di Domenica. In particolare, il procuratore aggiunto ha chiesto per l'ex assessore la condanna per tutte le accuse contestate ad eccezione dei reati di abuso e di corruzione, quest'ultimo legato alla vicenda dell'imprenditore Di Domenica.

Per De Fanis era stata sollecitata anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e una multa di 5 mila euro.

Per Rosa Giammarco era stata chiesta l'assoluzione dalle accuse di concussione e abuso e la condanna per gli altri reati a lei contestati.

Per Falone, invece, Mantini aveva proposto l'assoluzione dall'accusa di concussione e la condanna per le restanti accuse.


 LE CONDANNE

I giudici invece come detto hanno condannato a 6 anni e 10 mesi di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici De Fanis mentre hanno assolto da tutte le accuse, invece, gli altri tre imputati.

Nello specifico l'ex assessore è stato condannato per concussione, induzione e tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, truffa oltre a falsità materiale in atto pubblico.

Assolto invece "perché il fatto non sussiste" dalle accuse d'abuso d'ufficio e corruzione.

De Fanis dovrà inoltre risarcire, in separata sede, le parti civili che sono la Regione e l'imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti, che con le sue rivelazioni diede il via all' inchiesta. A lui una provvisionale di 20mila euro. Le motivazioni saranno depositate il prossimo 10 ottobre.

 Gli altri imputati, tutti assolti "perché il fatto non sussiste", sono Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione Abruzzo Antico, Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo, e l'imprenditore Antonio Di Domenica.

 Alla lettura del dispositivo erano presenti De Fanis, difeso dall'avvocato Domenico Frattura, e Falone, assistito dal legale Angela Pennetta. Presente anche Mascitti, difeso dall'avvocato Alessandro Pomante.

A conti fatti De Fanis riceve una condanna doppia a quella ultima inflitta all’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco per l’inchiesta Sanitopoli.

Forse la più alta condanna inflitta ad un politico di così alto rango in Abruzzo nell’ultimo decennio.