GIUSTIZIA SFATTA

Nessun divieto di balneazione dopo i dati Arta: la procura di Teramo archivia senza indagare

Sindaci teramani “graziati” da «un foglietto» firmato dal pm

Redazione PdN

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Pescara, ora il divieto di balneazione si sposta ai confini con Montesilvano

 

TERAMO. Un esposto sulle mancate ordinanze balneari dei sindaci di Giulianova e Martinsicuro a causa della non conformità delle acque si sta incamminando verso l’archiviazione, come richiesto dalla Procura di Teramo.

Le analisi Arta dicono che il mare non è balneabile ma i sindaci -almeno due anni fa- non emisero alcuna ordinanza, permettendo ai cittadini di fare il bagno. Una omissione palese che, però, non si è trasformata in alcuna ipotesi di violazione di norme penali per la procura di Teramo.

La legge non è dunque uguale per tutti e così risulta difficile comprendere la decisione del pm teramano a fronte di altre inchieste avviate in varie altre procure d’Italia tra cui quella di Pescara che ha “messo sotto” il “povero” sindaco Alessandrini…

Dura la reazione del Forum Acqua che aveva firmato la denuncia: «non sono state fatte nemmeno le indagini e la risposta al nostro esposto circostanziato è una scarna paginetta. Non è stato fatto nulla dalla Procura».

Non è la prima volta che cittadini e associazioni denunciano il cattivo operato di procure, anzi la mancanza assoluta di indagini, che dovrebbe essere, poi, l’unico obbligo inderogabile per un pm.

E l’eccessivo carico di lavoro non può essere una scusante, in nessun caso.

Un anno fa  Forum H2O e Associazione Pescara PuntoZero avevano inviato una denuncia su quanto accaduto a Giulianova e Martinsicuro (ma anche a Francavilla e Ortona).

A Giulianova era stata segnalata la vicenda dell'ordinanza sul tratto "250 metri a Nord della Foce del Fiume Tordino" risultata essere stata emessa con due giorni di ritardo (17 giugno) e pubblicata sull'albo pretorio con cinque giorni di ritardo (20 giugno) rispetto alla comunicazione dell'ARTA del 15 giugno dell'avvenuto superamento dei limiti di legge.

A Martinsicuro, il tratto "200 a Nord della Foce del Vibrata" era stato inopinatamente riaperto alla balneazione dalla Regione Abruzzo nonostante il Fiume Vibrata rimanesse quello che è da alcuni anni, una fogna a cielo aperto. Le criticità sono state confermate anche dall'IZS di Teramo.

«Sono appena uscito dalla procura», ha raccontato oggi Augusto De Sanctis in un video postato su Facebook, «e nel fascicolo praticamente c'era il nostro esposto molto dettagliato e un foglietto con la richiesta di archiviazione della Procura, perchè secondo loro sarebbe una questione amministrativa». 

De Sanctis ha fatto notare che in altri Comuni i sindaci sono sotto indagine per le stesse situazioni: «ci sono tutti gli estremi per una indagine. Ora ci toccherà fare opposizione, scrivere alla Procura di Teramo che forse doveva fare delle indagini sul nostro esposto e non scrivere un foglietto. Poi dovrò specificare che non emettere nei tempi un’ordinanza di divieto di balneazione non è una questione amministrativa. Parliamo di ordinanze di tipo sanitario di precauzione per la tutela della salute pubblica. Se un Comune non emette subito il divieto, ad horas, quando arriva la segnalazione da parte dell’Arta, a nostro avviso si configura un reato».

De Sanctis è stato chiaro: se si arriva ad un superamento dei limiti legge, il divieto deve scattare subito, non è che  si può aspettare e far fare il bagno in un'acqua non conforme ai limiti di legge.

 Insomma se quello che dice De Sanctis è vero il (non) lavoro fatto dalla procura è qualcosa di molto  rilevante e andrebbe scandagliato a dovere.

Richiesta di archiviazione a parte, le associazioni si dicono sconcertate per l’assenza totale di qualsiasi indagine: «noi nell’esposto abbiamo raccontato per filo e per segno che cosa era accaduto, non c'è stata nessuna verifica, nessuna acquisizione, non è stato sentito nessuno, nè il tecnico comunale dell’ufficio competente, nè il dirigente… nessuno. Certo che se le inchieste si fanno così… La giustizia  dovrebbe tener conto anche della tutela della salute pubblica».

Il governo del cambiamento qui non si è ancora visto e le procure rimangono ancora luoghi incontrollati e incontrollabili dove l’assenza di trasparenza agevola migliaia di situazioni come quella scoperta, casualmente, dal Forum.