IL BANDO

Aca cerca nuovo direttore generale, c’è tempo fino al 27 luglio

Nessun accenno ai carichi pendenti  

Redazione PdN

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Livello e Di Giovanni

PESCARA.  L’Aca cerca un nuovo direttore generale che sostituirà Bartolomeo Di Giovanni.

Sarà possibile candidarsi fino alle 12 del prossimo 27 luglio (14 giorni in totale, dalla pubblicazione del bando). Un primo avviso era stato pubblicato a giugno, poi annullato 'in autotutela' dalla stessa società.

La selezione pubblica è per titoli e colloquio, il posto è a tempo determinato per tre anni, rinnovabili una sola volta.

Il trattamento economico è quello previsto dal Contratto di Lavoro dirigenti Confservizi 2004 (circa 55 mila euro annui) e il candidato dovrà dichiarare se è in pensione.

 

Il rapporto di lavoro è a tempo pieno, determinato ed esclusivo «non compatibile con altre attività professionali», come si legge nel bandi firmato dal presidente Luca Toro.

E’ richiesta la laurea (nessuna in particolare) ma anche «una particolare qualificazione professionale o specializzazione culturale, tecnica e scientifica maturata in enti pubblici o privati desumibile da concreta esperienza di lavoro».

Non viene richiesto un minimo arco temporale di servizio svolto in enti pubblici o privati e rispetto all’ultimo bando pubblico per lo stesso posto (datato 2012) è sparito anche il riferimento all’esperienza in imprese «di medie e grandi dimensioni». A questo giro valgono tutte.

Le candidature saranno valutate da una commissione, appositamente nominata, composta da esperti di Management pubblico e privato, gestione e organizzazione d'impresa, gestione del personale, diritto societario, civile, amministrativo, pubblico, ambientale scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti, non politici, non rappresentanti sindacali.

 

Prima della valutazione dei curricula ci sarà una verifica preliminare. Poi ci saranno i colloqui e poi l'individuazione del direttore generale.

 

A differenza dell’avviso di 6 anni fa, questa volta non c'è alcun riferimento ai carichi pendenti dei candidati:  non è specificato che questi rappresenteranno un motivo di esclusione ma non è richiesto nemmeno di elencare tutte le condanne, così come era stato fatto nel bando precedente e che sembrava lasciare le porte aperte anche a quelli con qualche problema di troppo.

La richiesta del 2012 di una «adeguata» conoscenza della lingua italiana è stata invece sostituita con una più generica «specializzazione culturale».