CASE IMPOPOLARI

Lanciano, inquilini Ater in piazza: «in 40 anni mai interventi strutturali agli alloggi»

Presidio organizzato dall’USB davanti il Municipio durante il Consiglio Comunale

Redazione PdN

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Lanciano, inquilini Ater in piazza: «in 40 anni mai interventi strutturali agli alloggi»

LANCIANO. Asia-Usb, l’Associazione Inquilini e Abitanti dell’Unione Sindacale di Base, ha indetto un presidio piazza Plebiscito a Lanciano (dove si affaccia anche il Municipio) durante il Consiglio Comunale per tornare a chiedere interventi strutturali agli alloggi Ater. In piazza con i militanti del sindacato e gli inquilini diverse decine di persone.

In 3 mesi di mobilitazione sono state documentate le condizioni degli alloggi e ripetutamente richiesto l’intervento delle Istituzioni.

Il presidio chiede la convocazione di un tavolo con l’assessorato alla casa del Comune di Lanciano e il neo Commissario Gianni Forchetti Ater che realizzi un piano per le ristrutturazione delle case popolari costruite oltre 40 anni ma – sottolineano gli attivisti – dove non ci sono mai stati interventi di manutenzioni e ristrutturazioni strutturali.

E i risultati di quest’assenza sono sempre più evidenti: mura troppo sottili tra gli appartamenti, infiltrazioni piovane da alcuni tetti, balconi che perdono calcinacci, umidità negli appartamenti dovuta allo stato delle mura esterne e delle grondaie, telai di finestre arrugginite che causano anche infiltrazioni piovane.

Sono diverse decine i casi giunti all’attenzione dell’Asia-Usb con almeno 50 cittadini che si sono rivolti allo sportello attivo nella sede del sindacato. A Santa Rita un lunotto sul tetto di un appartamento è stato spaccato dalla neve e non è ancora stato riparato, causando notevoli infiltrazioni d’acqua non bloccate più dal vetro.

Alcuni balconi sono retti soltanto da un’impalcatura che in un caso è stata posata per sostenere il sottotetto.

Durante il presidio è intervenuto l’assessore alla casa Giacinto Verna che ha assicurato ai manifestanti la convocazione di un incontro, entro la settimana prossima, al quale sarà invitato anche il commissario Ater.

  

Ci sono anche famiglie con disabili che vivono ai piani superiori di palazzi senza ascensori, con disagi e conseguenze facilmente immaginabili.

In un palazzo nel quartiere Santa Rita è presente un montacarichi non adatto a trasportare il disabile che ne usufruisce, mettendone a rischio l’incolumità e causando moltissimi disagi a chi lo accompagna.

Altri appartamenti non sono stati assegnati perché attualmente non sarebbero a norma. La loro ristrutturazione, sottolineano i partecipanti al presidio, permetterebbe di soddisfare il diritto di famiglie presenti nelle graduatorie ma a cui non è stato assegnato alcun alloggio, attualmente almeno un centinaio.

E qui l’attenzione è rivolta al Fondo Ex Gescal (Gestione Case per i Lavoratori) di cui chiedono l’ammontare disponibile. Il sindacato nel gennaio scorso stimò l’ammontare disponibile in 16 milioni di euro di giacenza fermi e altri 25 milioni di competenza. Il fondo ex Gescal, riportano, frutto dei prelievi avvenuti fino al 1996 sugli stipendi dei lavoratori al fine di costruire e manutenere le case popolari è in realtà inutilizzato da anni.

Eppure le condizioni, come abbiamo riportato, sono sempre peggiori e nel gennaio scorso il commissario regionale Innaurato, ex sindacalista CGIL e politico di lungo corso (candidatosi anche alle scorse regionali con il Partito Democratico) di centro-sinistra, annunciò che per i lavori di manutenzione agli alloggi si punta al recupero delle morosità per coprire il fabbisogno.

Una decisione definita dall’Usb «l’ennesimo atto di quella guerra ai poveri portata avanti sul terreno del welfare» contro «morosi che, per il 50%, sono appartenenti alle fasce per cui sono previsti i canoni d’affitto più bassi».

Morosità, quindi, incolpevoli «legata alla situazione di disagio economico che ha portato quei nuclei familiari proprio a ricoprire le fasce in questione, condizione evidentemente non migliorata a fronte di anni di crisi economica».

 

 

“Tutti abbiamo diritto a vivere in una casa dignitosa, di avere la sicurezza di un tetto sopra la testa” ha scritto l’Asia-Usb nella convocazione del presidio, annunciando che la mobilitazione proseguirà “per far emergere il problema e sottoporlo alle istituzioni competenti per scrivere la parola fine sull’ingiustizia sociale in atto, subita dai cittadini più deboli”.

 

 

Alessio Di Florio