IL FATTO

Pescara, incendio in carcere, sfiorata tragedia

Il sindacato Sappe protesta

Redazione PdN

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Pescara, incendio in carcere, sfiorata tragedia

PESCARA. Si è sfiorata la tragedia, ieri, nel carcere di Pescara.

 «Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto, che ha appiccato un incendio nella cella dov’era ristretto, dando fuoco a tutto quello che vi era all’interno», spiega Felice Rignanese, segretario per la provincia di Pescara del  Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.

Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti però con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari.

Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere.

E’ successo che un detenuto ristretto nella stanza d’isolamento, ha appiccato il fuoco al materasso della stanza.  

Sono stati anche chiamati i Vigili del Fuoco che sono intervenuti con operatori equipaggiati con le  maschere ad ossigeno e con ventilatori hanno diramavano il fumo che si era accumulato nei corridoi che portano ai reparti detentivi.

Il bilancio è di tre Assistenti di Polizia Penitenziaria accompagnati al Pronto Soccorso e refertati per intossicazione ma nessun detenuto contuso o intossicato.

«L’istituto di Pescara versa in condizioni di abbandono», denuncia Rignanese, «sia per la mancanza di personale che obbliga giornalmente i colleghi a svolgere anche 12 ore consecutive di servizio per ricoprire le postazioni dei turni successivi a quello spettante. Si chiede per tanto un intervento presso gli uffici centrali dipartimentali per integrare ed adeguare l’organico della Casa Circondariale di Pescara».

 

Il Segretario Generale del Sappe Donato Capece torna a sottolineare «l’invivibilità delle carceri abruzzesi»  e ricorda che da alcune settimane il Sappe ha chiesto un incontro al Ministro della Giustizia Bonafede per affrontare le priorità penitenziaria: «Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre».

 

«Con questo nuovo Ministro, con i nuovi vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, con il nuovo Governo ci aspettiamo un netto cambio di passo sulle politiche carcerarie e maggiore attenzione e sensibilità verso le criticità operative delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria», conclude Capece.