TERREMOTI E SICUREZZA

Pescara, «tutti gli edifici costruiti prima del 2003 non sono  adeguati sismicamente»

Sulle scuole: «abbiamo investito oltre 10 milioni per manutenzione e verifiche»

Redazione PdN

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Pescara, «tutti gli edifici costruiti prima del 2003 non sono  adeguati sismicamente»

PESCARA. «Tutti gli edifici pubblici e privati realizzati prima del 2003 non sono adeguati sismicamente, compresi gli edifici strategici pubblici, non soltanto comunali».

 La conferma arriva dall’assessore Giacomo Cuzzi che risponde alle accuse del centrodestra che qualche giorno fa aveva chiesto di chiudere 4 scuole cittadine fino al completamento dei lavori (nemmeno appaltati) per l’adeguamento sismico.

Ma il problema non è solo lì.

 

Sul fronte edilizia scolastica Cuzzi spiega che in 4 anni di governo «abbiamo recuperato vent’anni di ritardo dal 2001, anno in cui il Dlgs 380 ha introdotto l’adempimento del certificato di agibilità. In questi 4 anni non siamo stati con le mani in mano».

Sul fronte vulnerabilità sismica è stato messo in atto un programma di verifiche «mai approntato dalle Amministrazioni che ci hanno preceduto».

 

PESCARA ZONA SISMICA DAL 2003

Pescara è zona sismica dal 2003: «nel 2014, al nostro insediamento», spiega Cuzzi, «ci siamo ritrovati in una situazione in cui negli ultimi 12 anni poco si era investito sull’edilizia scolastica, così abbiamo innanzitutto avviato gli studi sulle vulnerabilità sismiche, investendo circa 700.000 euro per farle su tutti i 53 plessi scolastici di nostra competenza. Allo stato attuale risultano essere stati redatti dagli uffici del Servizio Edilizia Integrata tre progetti: rispettivamente di 100.000 euro, di 300.000 e di altri 300.000, finalizzati all'affidamento delle verifiche di vulnerabilità sismica a Studi professionali opportunamente qualificati».

I primi due progetti sono stati approvati dalla Giunta rispettivamente con delibera n. 588 del 7/9/2017 e n. 812 del 7/12/2017 e per gli stessi rimane solo ultimare le procedure di gara, praticamente già concluse. Il terzo progetto è stato proposto per la relativa approvazione, previa acquisizione di parere contabile da parte della Ragioneria. Su quelli conclusi sono  già stati avviati i lavori di manutenzione straordinaria che toccano decine di scuole cittadine: già attuati nella scuola media G. Pascoli di via Roma per 500.000 euro di progetto; nella Palestra annessa alla scuola di via Rubicone per 1.000.000 di euro; nell' asilo nido la Mimosa di via B. Croce per 270.000 euro; nell' asilo nido la Conchiglia di via Vespucci per 270.000 di progetto e in corso di attuazione nella scuola  di San Silvestro Colle per 800.000; manutenzioni in 20 scuole per 400.000 euro; altri 200.000 euro per la dotazione di paraspigoli e para termosifoni in varie scuole e altri 350.000 per la realizzazione del Polo dell’Infanzia a Zanni, di cui abbiamo già il progetto esecutivo e contiamo di far partire i lavori all’inizio del 2019.

 

INTERVENTI PER 6 MILIONI

Sono stati progettati poi interventi per oltre 6.470.000 euro di cui 1.010.000 sulla Don Milani, 1.300.000 sulla Michetti, 2.310.000 euro sulla Antonelli, 1.850.000 euro sulla Rodari e Andersen, rispettivamente per 1.010.000 euro alla Don Milani. A queste risorse si aggiungono le somme per le verifiche della vulnerabilità e per gli interventi in corso, per altri 3.540.000 euro.  

«Per ciò che concerne le certificazioni di agibilità, come detto la data sparti acque è il 2001, cioè dopo la realizzazione e avvio all' uso delle scuole di competenza Comunale e anche su tale aspetto l'Amministrazione ha stanziato fondi, la somma 100.000 euro finalizzata all' ottenimento delle nuove certificazioni di agibilità delle scuole e anche qui risultano essere stati già affidati i relativi servizi tecnici a professionisti qualificati», spiega Cuzzi.

E questo è ciò che è stato illustrato in Commissione dal Responsabile del Servizio Edilizia Integrata, ingegner Marco Polce, che in quella sede ha dichiarato che le scuole per le quali è stata presentata domanda di finanziamento sono state scelte perché per quelle l'Amministrazione era in possesso degli studi di vulnerabilità sismica e non che per le stesse si era in possesso di progetti di fattibilità.

«L' Amministrazione è stata obbligata nella scelta degli edifici su cui presentare le domande di finanziamento», chiarisce ancora l’assessore, «perché il possesso di tali studi di vulnerabilità sismica era espressamente richiesto nell' avviso pubblico della Regione Abruzzo. Sulla base di tali studi sono stati sviluppati i relativi progetti di fattibilità allegati alle domande di finanziamento».