L'INCHIESTA

Brasiliani che diventano Italiani: scoperta truffa nel Teramano

Grazie a impiegati comunali infedeli stranieri risultavano eredi di cittadini italiani

Redazione PdN

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Brasiliani che diventano Italiani: scoperta truffa nel Teramano

 

TERAMO. Decine e decine di Brasiliani che chiedevano il passaporto italiano alla Questura di Teramo. Tutti dicevano di risiedere da tempo in uno dei comuni della provincia e di avere discendenti italiani per cui avevano diritto al passaporto italiano. La cosa singolare è che tutti avevano dichiarato la residenza in una manciata di appartamenti dai quali sono passati tutti i richiedenti.

Avviata l’indagine per la Squadra Mobile di Teramo è stato anche facile individuare un vero e proprio business che coinvolgeva una società di intermediazione e alcune associazioni culturali italo brasiliane che procuravano i clienti e una serie di pubblici ufficiali dello Stato Civile dei Comuni di Pineto, Roseto, Notaresco, Castellalto che in accordo con le società non si sono fatti scrupolo di dichiarare il falso per far ottenere cittadinanaza italiana in tempi brevi a cittadini che altrimenti non ne avrebbero avuto diritto.

Sono scattate così oggi dieci ordinanze cautelari di divieto di dimora in provincia di Teramo nei confronti dei titolari di agenzie di intermediazione e 12 richieste di misure interdittive per vigili e ufficiali di stato civile, sulle quali adesso dovrà esprimersi il gip dopo l'interrogatorio.

L’operazione è stata chiamata "Cidadania" (che in portoghese vuol dire cittadinanza, ndr).

I 22 indagati sono accusati di concorso in abuso d'ufficio.

Ad illustrare i dettagli dell'operazione, coordinata dal pm Stefano Giovagnoni, il Procuratore Antonio Guerriero che ha sottolineato come le indagini siano ancora in corso per verificare ulteriori eventuali ramificazioni.

A far scattare l'inchiesta, circa due anni fa, l'altissimo numero di richieste di passaporto italiano presentate in Questura da cittadini brasiliani che avevano ottenuto la cittadinanza nei quattro comuni.

Indagini che fin dalle prime battute avevano permesso di accertare come in almeno 72 pratiche di rilascio di cittadinanza, richieste tra il 2015 e il 2016 presso il Comune di Notaresco e promosse da diverse agenzie di intermediazione, l'ufficiale di stato civile, al fine di accelerare la procedura di riconoscimento, aveva attestato falsamente che la richiesta di cittadinanza era stata presentata quando i brasiliani interessati erano già in Italia, mentre in realtà così non era.

Anche i controlli dovevano essere plurimi ma così non è stato.

Inoltre, in molte delle pratiche esaminate, secondo gli inquirenti, lo stesso responsabile del Comune aveva attestato falsamente, nell'atto di concessione della cittadinanza, che si erano verificate tutte le condizioni necessarie, mentre in realtà non era ancora stata effettuata la verifica della residenza abituale dello straniero sul territorio comunale.

Un'indagine che ben presto si è allargata anche ad altre realtà e che ha permesso di accertare come gli stessi controlli effettuati dai vigili urbani, in molti casi, si erano limitati ad un solo sopralluogo presso l'abitazione. Abitazione dove in precedenza avevano dichiarato la residenza abituale altri brasiliani.

Bisognava fare in fretta a rilasciare i documenti richiesti anche perchè gli appartamenti gestiti dalle società di intermediazione erano pochi più in fretta si liberavano più clienti potevano arrivare.

La permanenza nel Teramano per i “neo” italiani del resto durava davvero poco perchè tutti poi col nuovo passaporto comunitario si dirigevano in Inghilterra per una nuova vita..