IL FATTO

Acquisti con soldi falsi, in 4 nei guai. C’è anche un ragazzino

Fondamentale la denuncia di un commerciante

Redazione PdN

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Acquisti con soldi falsi, in 4 nei guai. C’è anche un ragazzino

L’AQUILA. E’ successo tutto nell’arco di poche ore. Ieri mattina una vettura grigia, con a bordo tre adulti un ragazzo minorenne ed un neonato, si aggiravano tra Barisciano e San Demetrio ne’ Vestini. Hanno tentato di spendere banconote false alla biglietteria del lago Sinizzo e ad altri esercenti della zona.

Qualcuno, però si è accorto dell’agire sospetto di queste persone, tra l’altro mai viste in zona, ed ha contattato i Carabinieri della Stazione di San Demetrio ne’ Vestini.

Immediatamente scattate le ricerche, con l’ausilio delle Stazioni Carabinieri di Assergi e Paganica, la vettura è stata intercettata proprio in quelle zone ma, allo scorgere della pattuglia, hanno cercato di disfarsi di due buste gettandole dal finestrino.

I militari, bloccata la vettura, hanno quindi recuperato gli involucri che contenevano banconote del taglio di 100, 50 e 20 euro falsificate per un totale di 430 euro.

A bordo si trovavano O.L., classe ’92, D.A.A, la moglie, classe ’89 e S.G., di 14 anni.

Condotti tutti in caserma per ulteriori accertamenti, alle descrizioni raccolte dagli esercenti vittime dell’illecita spendita delle banconote false mancava un uomo di mezza età che non si trovava a bordo della vettura.

Così altre pattuglie dei Carabinieri hanno continuato a tenere sotto controlo la zona, fino a quando hanno intercettato O.C., 61 anni,  che ha subito consegnato ai carabinieri le due banconote falsificate per un totale di 70 euro.

Al termine della ricostruzione dei fatti è quindi emerso che tutti e quattro, di origine campana, in concorso tra loro, avevano già realizzato 3 spendite di banconote contraffatte in altrettanti esercizi commerciali mentre una quarta non è andata a buon fine perché l’esercente si è accorto subito che non era vera.

I maggiorenni sono stati posti agli arresti domiciliari mentre il minore, deferito in stato di libertà per gli stessi reati, è stato affidato a suo padre, arrivato nel frattempo dalla provincia di Caserta.

Per i maggiorenni, inoltre, è stata contestata l’aggravante di aver indotto un minorenne a commettere reati.