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Camera di Commercio Chieti-Pescara, cacciato commissario che ha diretto la fusione «con modalità mai viste»

Rabbia Fp-Cgil : «Vicenda gravissima»

Redazione PdN

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Camera di Commercio Chieti-Pescara, cacciato commissario che ha diretto la fusione «con modalità mai viste»

Camera commercio di Pescara

 

PESCARA. La Fp-Cgil di Pescara critica duramente il licenziamento di un iscritto al sindacato dalla Camera di Commercio Chieti Pescara e parla di una vicenda «gravissima» che è «necessario rendere pubblica»  perché «per quanto abbia come vittima un solo lavoratore, per gravità ed efferatezza, va stigmatizzata con forza a tutela di tutto il mondo del lavoro pubblico».

Il caso - è stato ricostruito in conferenza stampa dal segretario provinciale pescarese Fp-Cgil, Stefano Di Domizio - è quello di Roberto Pierantoni, già segretario generale della Camera di Commercio di Pescara, già commissario ad acta per la costituzione della nuova Cciaa Chieti Pescara e già direttore del Centro estero delle Camere di Commercio d'Abruzzo.

Le critiche del sindacato riguardano la determinazione d''urgenza' che ha costituito presupposto di adozione dell'atto del presidente della Cciaa di Chieti Pescara con cui si afferma che tutti gli incarichi ricoperti dal dottor Pierantoni debbono intendersi cessati dalla data del 21 dicembre 2017 ed alla conseguente determinazione del segretario generale facente funzioni con cui, preso atto della cessazione di tutti gli incarichi di cui al provvedimento precedente, si considera risolto anche il rapporto di lavoro con Pierantoni «per cui non sussiste più nessuna ragione che giustifichi la sua presenza nelle sedi dell'ente».

Pierantoni è vice segretario generale (dirigente a tempo indeterminato) della CCIAA di Macerata, a seguito di un corso pubblico, e dal 2007 sono in aspettativa. Dopo quello che è successo in Abruzzo, la CCIAA di Macerata gli ha impedito di rientrare in servizio, negandogli di riprendere il suo lavoro.

 

«Atti gravissimi», dice il sindacato, «per contenuto, per conseguenze sui diritti di un lavoratore, per conseguenze sul piano patrimoniale e personale e anche sotto il «profilo della gestione amministrativa di un ente pubblico, ponendosi in maniera assolutamente incoerente con il percorso istituzionale in atto, ed esponendo l'amministrazione stessa a rischi e ripercussioni di natura economica e funzionale».


«MAI SUCCESSO NULLA DI SIMILE»  

La revoca degli incarichi è stata effettuata con effetto retroattivo ed efficacia dal 21 dicembre 2017, spiega Di Domizio, il quale sottolinea che «nella nostra esperienza non risulta il verificarsi di analogo paradosso per cui, con sette mesi di ritardo, vengono revocati incarichi che hanno comportato nel frattempo lo svolgimento di attività ufficiali in ottemperanza alle direttive ricevute proprio dall'amministrazione che oggi revoca».

«Inoltre, fatto ancor più grave - aggiunge - con il provvedimento del segretario generale facente funzioni è stato risolto unilateralmente il rapporto di lavoro che traeva la sua origine da un contratto di lavoro liberamente stipulato tra la Camera di Commercio di Pescara ed il dottor Pierantoni, legittimamente 'ereditato' nella nuova Camera di Commercio ed avente scadenza al mese di marzo 2019. La continuità del rapporto di lavoro a seguito della costituzione del nuovo ente era stata confermata anche da un avvocato esterno, il cui parere legale era stato acquisito dalla Camera di Commercio».

 

«MODALITA’ PEGGIORI DEI FATTI»  

Dopo aver illustrato i fatti, il segretario spiega che le modalità con cui sono stati portati a compimento sono anche peggiori: «a Pierantoni - dice Di Domizio - è stato impedito di accedere al proprio ufficio, anche solo per ritirare gli effetti personali, predisponendo, presumibilmente non gratis, uno specifico servizio di sorveglianza armata. Tutto ciò avviene a valle di una serie di azioni scorrette e penalizzanti adottate, negli ultimi mesi, nei confronti del nostro rappresentato, che avrebbero già di per sé legittimato il ricorso alla tutela giurisdizionale della sua persona».

«Da uomo delle istituzioni - prosegue il segretario Fp-Cgil - Pierantoni ha provato fino all'ultimo a trovare una soluzione adeguata al proprio ruolo e funzionale agli interessi della Camera di Commercio, cercando, in tal modo, di non ricorrere alla magistratura. Ma questi ultimi atti rappresentano un attacco talmente grave e brutale da non poter essere in alcun modo tollerati. Per questo motivo che la Fp-Cgil di Pescara ha deciso di denunciare pubblicamente i gravi fatti avvenuti - conclude Di Domizio - anche per opporre un baluardo sicuro rispetto ad una forma finora sconosciuta di accanimento nei confronti di un lavoratore pubblico e pubblico dirigente, per impedire che altri possano anche solo pensare di ispirarsi ad un precedente di questo tipo».

 

PROBLEMI ANCHE NELLE MARCHE

Dopo i problemi in Abruzzo Pierantoni ha tentato un ritorno a Macerata ma anche lì problemi: la Cciaa di Macerata gli ha impedito di rientrare in servizio.

Il sindacato lo spiega così: «la Cciaa ha ingiustificatamente soppresso il posto legittimamente occupato da Pierantoni che, nel frattempo, era stato collocato in aspettativa senza assegni per tutta la durata dei suoi incarichi di Segretario Generale assunti presso altre Camere di Commercio, aspettativa che rappresenta un diritto del lavoratore».

Pierantoni aveva anche richiesto, nel mese di novembre 2017, una mobilità presso le Cciaa marchigiane di Ascoli, Fermo ed Ancona che attualmente prevedono delle vacanze nei ruoli dirigenziali: mobilità negata: «in effetti una vicenda veramente molto strana, inusuale, irrazionale…legata, forse, alla sfrenata voglia della struttura camerale marchigiana di mantenere le proprie posizioni, anche economiche?»