LA SENTENZA

Parcheggio ospedale Pescara, la sentenza: «è del Comune»

Antonelli: «a questo punto l’amministrazione Alessandrini prenda provvedimenti»  

Redazione PdN

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Parcheggio ospedale Pescara, la sentenza: «è del Comune»

 

 

PESCARA. Il parcheggio con annesso eliporto dell’Ospedale civile di Pescara è proprietà del Comune e non della Asl di Pescara.

Lo ha sancito il Tribunale civile di Pescara con la sentenza numero 245 del 4 luglio 2018 emessa dal giudice Gabriele Di Fulvio scrivendo la parola fine a una vicenda giudiziaria cominciata nel 2013 quando la giunta Albore Mascia, in modo corretto, aveva rivendicato la proprietà del manufatto chiedendo alla Asl il pagamento degli affitti.

Contro quell’iniziativa la Asl presentò ricorso al Tar, che aveva dato ragione all’Azienda sanitaria.

Ma mentre ancora si attendeva il pronunciamento del Consiglio di Stato, è intervenuta la sentenza del Tribunale, cui si era rivolta la stessa Asl, e che oggi, di fatto, ha ribaltato il pronunciamento del Tar.

«A questo punto chiediamo che l’amministrazione Alessandrini prenda atto degli sviluppi giudiziari della vicenda e adotti gli atti conseguenti che, dopo cinque anni, hanno riconosciuto la correttezza dei provvedimenti assunti dal centrodestra», commenta il capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli ufficializzando il pronunciamento del Tribunale civile «sul quale, stranamente, il Comune di Pescara sembra aver fatto scendere il silenzio pur essendo uscito vincitore dalla battaglia».

 

L’INIZIO NEL 2013

La vicenda è cominciata nel 2013, giunta Albore Mascia, quando dalle carte del patrimonio il Comune di Pescara si è accorto di dover incassare una partita di quasi 400mila euro di affitti arretrati dalla Asl di Pescara proprio per l’utilizzo del parcheggio con eliporto, a ridosso del Pronto soccorso, struttura sorta su un terreno della Provincia, ma proprietario del manufatto, dato in uso all’ospedale, era e restava comunque il Comune.

Nella fattispecie il Comune ha emesso un’ordinanza di sgombero, chiedendo alla Asl il rilascio del parcheggio ad esclusione dell’elisuperficie, proprio perché ormai il primo contratto di concessione, della durata di 9 anni, era scaduto e comunque l’Azienda sanitaria non aveva provveduto al pagamento dei canoni dovuti, stabiliti in 48mila euro l’anno.

Dopo un lungo tira e molla la Asl ha deciso di impugnare l’ordinanza di sgombero dinanzi al Tribunale amministrativo regionale che nel 2015 ha dato ragione alla Asl, ovvero secondo il Tar, essendo che comunque quella struttura aveva un utilizzo vincolato essendo strettamente connessa e funzionale all’ospedale, a suo giudizio, non vi era più ‘alcuna disponibilità unilaterale da parte del Comune’.

Ovviamente l’ufficio legale del Comune ha presentato appello al Consiglio di Stato che ancora deve pronunciarsi, ma nel frattempo è stata la stessa Azienda sanitaria che, sperando, evidentemente, di chiudere in anticipo la vicenda, ha presentato ricorso anche al Tribunale Civile affinchè le fosse riconosciuto ‘il diritto di proprietà in modo unico ed esclusivo della struttura denominata eliporto adiacente l’Ospedale civile di Pescara in via Paolini e anche del relativo terreno su cui sorge il manufatto’.

 

E il Tribunale civile ha effettivamente chiuso la vicenda, ma smentendo, di fatti, il Tar e riconoscendo al Comune la piena proprietà del parcheggio con eliporto annesso e questo per due ragioni sostanziali: innanzitutto manca una direttiva del Presidente della Giunta regionale che, nel caso, avrebbe potuto passare alla Asl la proprietà del bene; in secondo luogo, il parcheggio, per ragioni tecniche, è stato costruito su una particella parzialmente diversa da quella individuata originariamente negli anni ’70 e, in virtù di tale parziale variante, la stessa Asl ha stipulato solo nel 2000 con il Comune una convenzione per l’uso del manufatto per 9 anni, riconoscendo, di fatto, la proprietà dell’immobile in capo al Comune e il pagamento del fitto annuo di 48mila euro.

Fra l’altro, nella stessa convenzione, si era stabilito che anche le tariffe del parcheggio a pagamento dovevano essere preliminarmente concordate con l’amministrazione comunale.