IL FATTO

«Diffamazione e offese nei confronti del segretario della Fil Cgil»

Sindacato punta il dito contro vice presidente Dezio  

Redazione PdN

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Regione, nuovo incarico a Guido Dezio da 12mila euro

Guido Dezio

ABRUZZO. «Il segretario regionale della Filt Cgil, Franco Rolandi offeso, screditato e accusato ingiustamente dai vertici Tua».

La denuncia arriva proprio dal sindacato (compresa la sezione nazionale) che racconta che qualche giorno fa, negli uffici della Regione, a Pescara, gli animi si sarebbero surriscaldati un pò troppo.

In programma c’era una  delicata riunione convocata dal vice presidente della Giunta Regionale, Giovanni Lolli, nel tentativo di espletare l’esame congiunto in sede istituzionale della procedura di licenziamento collettivo di 46 unità lavorative della Sistema srl.

Ma qualcosa è andato storto: «si è consumata davvero una delle pagine più indecorose nei rapporti che dovrebbero civilmente intercorrere tra i rappresentanti delle Istituzioni, delle Imprese e dei lavoratori», scrivono Cgil Abruzzo e la Filt Cgil Nazionale.

 

Nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte oltre a Lolli anche esponenti delle Istituzioni politiche regionali, dirigenti e funzionari della Regione, rappresentanti aziendali delle imprese Sistema Srl, Tua Spa e Sangritana Spa nonché i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali, il caos.

E il sindacato punta il dito contro una persona in particolare, Guido Dezo, ex braccio destro di Luciano D’Alfonso, dirigente comunale e oggi vice presidente Tua.

«Il vice presidente di Tua, Guido Dezio», raccontano i sindacati, «si è reso protagonista di una condotta alquanto disdicevole tesa a screditare con offese pesantemente diffamatorie la reputazione e l’operato del Segretario della Filt Cgil Abruzzo Franco Rolandi. In uno stato democratico dovrebbe essere consentito a tutti di poter esprimere liberamente posizioni e valutazioni che non necessariamente collimano soprattutto quando si vanno ad affrontare tematiche assai delicate che hanno attinenza con la perdita di posti di lavoro o con la drastica riduzione delle condizioni con le quali si espleta l’attività lavorativa. In uno stato democratico invece non dovrebbe essere consentito a nessuno, e in particolar modo in un contesto Istituzionale, di offendere e diffamare chi, con toni peraltro assolutamente corretti e civili, ritiene di dover esprimere legittimamente la propria perplessità e il proprio dissenso da chi peraltro ricopre, su indicazione della politica, un ruolo ed un incarico deliberante in un’azienda pubblica di proprietà della Regione».

Prima d’ora attacchi (a dire il vero pacati) nei confronti di Rolandi erano arrivati anche da parte del deputato Camillo D’Alessandro che proprio qualche giorno fa aveva smentito un comunicato stampa del segretario regionale.

Ma da quello che racconta lo stesso sindacato l’episodio avvenuto negli uffici della Regione sarebbe stato diverso.   

 

Intanto il sindacato annuncia che avvierà «tutte quelle iniziative consentite dalle norme vigenti al fine di tutelare l’onorabilità del Dirigente Sindacale ma anche e soprattutto dell’Organizzazione Sindacale che egli rappresenta».