AVVISO IMPORTANTE

Listeria, ritirato lotto di prosciutto cotto Fiorucci

Attenzione, si raccomanda di non consumarlo se comprato

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

805

Listeria, ritirato lotto di prosciutto cotto Fiorucci

 

CHIETI. Richiamato dal commercio un lotto del prosciutto cotto 'Cesare Fiorucci' per rischio di Listeria.

Il richiamo «cautelativo per possibile presenza di Listeria» da parte del produttore Coop è stato pubblicato sul sito della società che è titolare di molti centro commerciali.

Si tratta del prodotto 'Prosciutto cotto Quanto basta per due persone 90 g', lotto 8278001840 con scadenza il 5 agosto 2018.

«Si invitano quindi i consumatori che avessero acquistato il prodotto del lotto indicato a non consumarlo e riportarlo al punto di vendita».

 

L'avviso di richiamo riguarda esclusivamente i seguenti punti vendita Alleanza 3.0: Ipercop Abruzzo (Chieti), Ipercoop “Le Zagare” (Catania) e Ipercoop “Le Ginestre” (Catania)

 

E' il quarto richiamo in Italia - dopo le verdure surgelate Freshona, i minestroni Findus e un lotto di mix di verdure surgelate a marchio Pinguin - a causa del focolaio europeo di listeriosi che dal 2015 ha causato 47 casi, di cui 9 fatali. In Italia, tuttavia, non c'è ad oggi una situazione di allarme poichè, come già assicurato dal ministro della Salute Giulia Grillo, nel nostro Paese ci sono "pochissime" partite di verdure surgelate a rischio. Ora, però, il pericolo di contaminazione si estende anche a prodotti non surgelati: per questo, chiede la Coldiretti, contro il pericolo listeria "occorre introdurre subito l'obbligo dell'etichetta d'origine su tutti i salumi e i prodotti trasformati, per tutelare i consumatori in una situazione che vede oggi due prosciutti su tre venduti in Italia provenienti dall'estero, ma anche togliere il segreto sui flussi commerciali con l'indicazione pubblica delle aziende che importano prodotti per consentire interventi rapidi e mirati". Di fronte infatti all'atteggiamento "incerto e contradditorio dell'Unione Europea - sottolinea la Confederazione - che obbliga ad indicare l'origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per l'ortofrutta fresca ma non per i succhi, le conserve di frutta o per gli ortaggi conservati, l'Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme comunitarie".

Secondo un'analisi Coldiretti, nel primo semestre del 2018 in Italia si sono verificate 222 emergenze alimentari secondo il sistema di allerta rapido comunitario (Rasff) soprattutto per la presenza di microrganismi patogeni, microtossine, metalli pesanti, infestazione da parassiti o corpi estranei su alimenti provenienti in quasi 9 casi su 10 dall'estero.

La listeriosi, spiega sul suo sito l'Istituto superiore di sanità, è un'infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, generalmente dovuta all'ingestione di cibo contaminato, e può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile alla forma invasiva. Le donne in gravidanza di solito manifestano una sindrome simil-influenzale e le infezioni contratte in gravidanza possono comportare serie conseguenze sul feto. In adulti immuno-compromessi e anziani, la listeriosi può causare meningiti, encefaliti, gravi setticemie. Queste manifestazioni cliniche sono trattabili con antibiotici, ma la prognosi nei casi più gravi è spesso infausta. L'incubazione media è di 3 settimane, ma può prolungarsi fino a 70 giorni.