INSABBIATI

Porto Francavilla, l’erosione c’è ed il ripascimento obbligatorio imposto dalla Via?

Il Comune ha rispettato le prescrizioni del Comitato di 10 anni fa? I dubbi della Stazione Ornitologica

Redazione PdN

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Porto Francavilla, l’erosione c’è ed il ripascimento obbligatorio imposto dalla Via?

La linea della costa a sud del porto

FRANCAVILLA AL MARE. Undici anni fa il Comitato regionale per la Valutazione impatto ambientale aveva imposto prescrizioni precise per dare l’ok alla realizzazione del porto turistico di Francavilla. Era il 2007 e i progetto era fortemente avversato dagli ambientalisti che asserivano che con la costruzione del porticciolo turistico si sarebbe favorita l’erosione di un’ampia parte della costa a sud.

Per questo tra le prescrizioni obbligatorie e legate alla approvazione del progetto c’era quella di «ripascimenti annuali per 30 mila metri cubi di sabbia a carico del Comune per evitare l’erosione della costa».

E’ stato fatto o no?

Quanta sabbia è stata usata in questi anni?

Quanti soldi ha speso il Comune?

Le risposte sono fin troppo facili e le scommesse sono aperte.

Nel frattempo la solita fretta della politica ha permesso di avviare i lavori per poi essere stoppati da una delle tante inchieste roboanti finite nel nulla e nel frattempo per 10 anni l’opera è rimasta incompiuta e ferma. Poi con l’arrivo di D’Alfonso le cose si sono sbloccate un pò.

I lavori del porto non sono ancora conclusi, le opere a mare ci sono però da ben 10 anni e l’effetto sulla costa a sud dell’approdo è ben visibile: il mare è avanzato e la lingua di sabbia è decisamente diminuita.

Adesso la Stazione Ornitologica chiede conto all’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Luciani.

Cosa è stato fatto in questi anni?

Sono state rispettate le prescrizioni del Via del 13 febbraio del 2007 (11 anni fa)?

Insomma la domanda potrebbe anche essere girata in questo modo: ma quelle prescrizioni del Via sono veri obblighi oppure sono cose dette tanto per dire e per acquietare gli animi tanto poi chi se lo ricorda più?

Di certo l’opera da 20 milioni di euro  si è arenata tra inchieste della magistratura e battaglie ambientaliste, allarmi lanciati inascoltati e burocrazia lumaca.

Il porto è stato sottoposto a sequestro per un certo periodo e solo recentemente è stata riattivata la procedura per la conclusione dell'opera con un ulteriore stanziamento di fondi pubblici (2,5 milioni di euro).

 

 

Mollate gli ormeggi

 L’INCHIESTA FRANCAVILLA AL MARE. C’è un nuovo porto da costruire, una nuova opera che cambierà un pezzo di litorale, una darsena che disterà 5,72 chilometri dai porti pescaresi e 12,6 da quello ortonese. Basterebbero queste misure per avere un quadro di massima e scartare la ragione del «serve proprio un nuovo porto». C’è chi lo vuole a tutti i costi e chi invece intravede pericoli prossimi venturi. Eppure basterebbe guardarsi un po’ intorno per capire…  INCHIESTA PUBBLICATA SUL MENSILE ZAC DI GIUGNO 2006

Il Comitato VIA, che ha riesaminato il progetto  a dicembre 2015 ha persino ribadito l'efficacia della prescrizione del 2007.

«L’opera è stata realizzata per la gran parte», fa notare Augusto De Sanctis, «i fenomeni di erosione previsti a sud dell'infrastruttura si sono presentati immediatamente, come è facile rilevare nell'esame delle foto aeree».

Dal 2007 ad oggi, stante la validità della prescrizione, il Comune di Francavilla al Mare dovrebbe quindi dimostrare di aver impiegato almeno 200.000 metri cubi di sabbia per ripascimento (a proprie spese).

A questo punto la Stazione ornitologica chiede di conoscere quali interventi di ripascimento ha effettuato il Comune di Francavilla, a proprie spese, tra il 2007 e il 2015; -di verificare se il Comune di Francavilla al mare ha accantonato per il 2016 idonea somma per l'esecuzione dei lavori di ripascimento nonché elaborato il relativo progetto.

In una intervista al Tg3 Abruzzo Luciani ha prospettato l'esclusione della prescrizione in futuro, con riferimento ad una non meglio precisata situazione di fatto delle spiagge del comune.

Eppure a sud dell’approdo i disagi non mancano.

La missiva di richiesta alla Regione era del 2016… tanto chi se lo ricorda più.