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Olimpiadi invernali 2026 a L’Aquila? La politica dei diversivi inciampa: nessuna proposta arrivata

Il Consiglio dei Ministri “valida” solo tre candidature

Redazione PdN

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Olimpiadi invernali 2026 a L’Aquila? La politica dei diversivi inciampa: nessuna proposta arrivata

Al centro Antonio Martino

L’AQUILA. ...E partiamo da un dato di fatto: il Consiglio dei ministri di ieri ha preso in considerazioni le proposte delle città per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 e L’Aquila non c’è.

Da giorni la politica aquilana si era inventata questa ennesima boutade per cercare di parlare di tutto tranne dei problemi seri della città e così è saltato fuori che l'Aquila fosse addirittura tra le città papabili per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026.

Il tutto sarebbe nato da una lettera dal deputato di Forza Italia, Antonio Martino, indirizzata al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, per avanzare la candidatura.

Da qui ne è nato il solito dibattito perditempo e infruttuoso su chi deve prendersi meriti, chi deve aumentare consensi, chi tirare dall’altra parte. Di sicuro un evento del genere sarebbe molto utile al territorio a patto che fosse amministrato bene e non si trattasse della solita giostra mangiasoldi per accontentare amici e parenti.

Ma di cose concrete pare ce ne siano state poche.

Due giorni fa il deputato Martino aveva annunciato: «Ho ricevuto una telefonata del vice presidente del Comitato olimpico internazionale, Mario Pescante, che mi ha confermato la complessità della buona riuscita di questo progetto, ma ha anche sottolineato che dalla mia istanza si riparte per lavorare insieme nei prossimi mesi al fine di varare un progetto ambizioso per L'Aquila nel campo dello sport».

Insomma cosa difficile vincere la concorrenza…

«Oltre alla conferma avuta dalla telefonata di Pescante, la mia proposta di candidatura dell'Aquila alle Olimpiadi invernali del 2026», aggiunge Martino, «da fonti politiche romane, non è passata inosservata ed anche se non dovesse avere seguito, ha comunque accreditato L'Aquila e il suo territorio come una comunità che ha voglia di volare alto per la Rinascita».

Ma le cose andrebbero fatte bene sempre.

 

Risulta infatti che le altre città candidate (Torino, Milano e Cortina) abbiano presentato ufficialmente, e non solo a mo' di proposta, il 3 Luglio 2018 le candidature ed i dossier necessari per la partecipazione.

Si tratta di veri e propri progetti concreti con tutti i dettagli utili per valutare la migliore delle accoglienze.

Per ora il Consiglio dei ministri sull’argomento non cita L’Aquila quasi come se la sua proposta fosse irricevibile per gravi carenze nel merito; chissà se in futuro si avrà tempo per fare le cose per bene e dimostrare davvero di saperci fare.

Una porta aperta sembra esserci

Una data limite sarebbe il 23 luglio secondo quanto scritto in una lettera da Giovanni Malagò del Coni  tempo per «tutti gli adempimenti formali indicati dalle linee guida formulate dal Coni per la candidatura dell'Italia ai Giochi olimpici invernali del 2026 e la volontà espressa di una decisione finale il 1/o agosto con una riunione del Consiglio Nazionale».

La lettera però è stata inviata solo ai sindaci di Torino, Milano e Cortina d'Ampezzo.

L’Aquila non c’è.